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SPREAD/ E ora ai giornali piace anche a quota 500

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Se migliorano i conti e se “Milano vola” con l'aumento del 2,42 (quello di lunedì) evidentemente lo spread a cinquecento, malgrado il suo calo, deve essere un dettaglio trascurabile. Il fatto è che “trascurabile” lo è diventato adesso, con il nuovo Governo di Mario Monti. Ripetiamo che, senza avere alcuna nostalgia della politica economica (anche in contrasto tra loro) di Berlusconi e Tremonti, lo spread e la sua quota di pericolo restano sempre gli stessi. Ed è sbagliato usare due pesi e due misure, a seconda di chi si trovi a Palazzo Chigi.
Sarebbe forse meglio dire e informare che lo spread, nonostante gli sforzi del Governo e degli italiani (soprattutto), resta a un livello di guardia. Ma saremmo smentiti anche dall'organo della Confindustria, l'indubbiamente autorevole “Il Sole24Ore”, che non fa un titolo originale rispetto ai giornali “confratelli”: “Borse in ripresa, scende lo spread”. E' un “nerone” in corpo 60. Ci permettiamo solo di segnalare che, a parte la scarsa originalità, si potrebbe essere meno di parte, un po' più oggettivi, su questo tormentone dello spread.

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COMMENTI
04/01/2012 - il pellegrinaggio (francesco scifo)

Il pellegrinaggio previsto per il prossimo 11 gennaio a Berlino da parte del nostro Presidente del Consiglio a "riferire sui nostri progressi" mi riempie di tristezza, parlatene voi giornalisti che avete ancora un palcoscenico pubblico. Perchè non si è previsto un incontro a Bruxelles, in campo neutro, con tutti i paesi dell'Unione? Questi incontri riservati violano i trattati dell'Unione ed è assurdo che nessuno lo rilevi. Ma vi rendete conto che persino un funzionario italiano nel mese scorso ha dovuto scrivere nel Corriere della Sera sotto pseudonimo perchè temeva di esporsi con il suo vero nome: ma vi sembra normale?

 
04/01/2012 - Tutto manipolato a seconda...del potere. (claudia mazzola)

A me sa tutto così di menzogna il mondo della borsa e finanza, sarà ma la Verità è certo un altra!

 
04/01/2012 - Una domanda. (Giuseppe Crippa)

Caro Da Rold, raccolgo volentieri il suo invito ad usare lo stesso metro nel giudicare i fatti a seconda di chi si trovi a Palazzo Chigi, ma Le ricordo che nell'ultimo anno del governo precedente le oscillazioni della borsa di Milano scontavano regolarmente un “premio” nei confronti della media delle altre borse europee. In altre parole: quando le altre borse salivano del due per cento, la nostra saliva soltanto dell'uno per cento; quando le altre scendevano dell'uno per cento, la nostra scendeva del due per cento. Non ho più riscontrato questo fenomeno dall'avvento del nuovo governo. Mi saprebbe spiegare per quale ragione per cortesia?