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SPREAD/ E ora ai giornali piace anche a quota 500

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Mario Monti (Infophoto)  Mario Monti (Infophoto)

Lo spread deve avere un colore particolare. Oppure deve avere una valenza politica differente, a seconda che lo si guardi da “sinistra”, da “destra” o da chi freme per l' “emergenza nazionale”. Avevamo già avuto occasione di ricordare qualche tempo fa, con una battuta: ma lo spread è di destra o di sinistra ? Il fatto ci è ritornato in mente guardando i quotidiani nazionali di questi giorni.
La Borsa ha avuto rimbalzi che alcuni dicono di carattere tecnico, ma il famoso spread resta incollato ai cinquecento punti, zona decisamente pericolosa, secondo gli analisti di qualche settimana fa, o di qualche mese fa, o di sempre. Eppure non è così. Contrordine ragazzi, si cambia ! Lo spread va bene anche a quota cinquecento e magari a qualche cosina in più. E' probabile che le feste natalizie abbiano portato una strana euforia nelle redazioni dei grandi giornali italiani.
Abbiamo saputo infatti da “la Repubblica” di ieri, con un titolo sotto l'apertura, che “Le Borse brindano spread a quota 500. Benzina alle stelle”. Ora, si capisce che questo titolo è sbrigativamente riassuntivo. Ma ci si conceda di affermare che non è proprio riuscito bene. Il brindisi delle Borse che aumentano (non di molto) con lo spread a quota 500 era un “classico” berlusconiano del mese di ottobre, quando qualche volta la Borsa rimbalzava, ma i nostri Btp, rispetto ai titoli tedeschi, oscillavano paurosamente tra i quattrocento e i cinquecento punti. Si può dire che il Governo di Silvio Berlusconi, che nessuno vuole rimpiangere, abbia battuto ogni record, ma adesso non ci troviamo proprio nell'acqua di rose.
Eppure, specificamente, sullo spread l'allarme sembra rientrato. E come è possibile se resta sempre intorno a quota cinquecento? Il grande Corriere della Sera è più preciso, ma sostanzialmente sulla stessa linea. Un breve occhiello nel titolo di spalla ammette: “Lo spread cala ma resta sopra i cinquecento”. Ma il titolo sembra un trionfo “Bene i mercati, Milano vola. Migliorano i conti italiani”. L'immagine che offre il giornale di via Solferino sembra quello di un Paese quasi in uscita dalla crisi.



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COMMENTI
04/01/2012 - il pellegrinaggio (francesco scifo)

Il pellegrinaggio previsto per il prossimo 11 gennaio a Berlino da parte del nostro Presidente del Consiglio a "riferire sui nostri progressi" mi riempie di tristezza, parlatene voi giornalisti che avete ancora un palcoscenico pubblico. Perchè non si è previsto un incontro a Bruxelles, in campo neutro, con tutti i paesi dell'Unione? Questi incontri riservati violano i trattati dell'Unione ed è assurdo che nessuno lo rilevi. Ma vi rendete conto che persino un funzionario italiano nel mese scorso ha dovuto scrivere nel Corriere della Sera sotto pseudonimo perchè temeva di esporsi con il suo vero nome: ma vi sembra normale?

 
04/01/2012 - Tutto manipolato a seconda...del potere. (claudia mazzola)

A me sa tutto così di menzogna il mondo della borsa e finanza, sarà ma la Verità è certo un altra!

 
04/01/2012 - Una domanda. (Giuseppe Crippa)

Caro Da Rold, raccolgo volentieri il suo invito ad usare lo stesso metro nel giudicare i fatti a seconda di chi si trovi a Palazzo Chigi, ma Le ricordo che nell'ultimo anno del governo precedente le oscillazioni della borsa di Milano scontavano regolarmente un “premio” nei confronti della media delle altre borse europee. In altre parole: quando le altre borse salivano del due per cento, la nostra saliva soltanto dell'uno per cento; quando le altre scendevano dell'uno per cento, la nostra scendeva del due per cento. Non ho più riscontrato questo fenomeno dall'avvento del nuovo governo. Mi saprebbe spiegare per quale ragione per cortesia?