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BORSA MILANO -3,65/ Dal brindisi al "quasi suicidio": in attesa che i tecnici risolvano...

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Per non parlare della situazione spagnola, che voci del giorno dicono che debba ricorrere al Fondo monetario internazionale. Tutto questo dovrebbe richiamare a un senso di responsabilità e di realtà che spesso si dimentica. In questo momento, di fronte a questa Europa confusa e anche un po' pasticciona, nessun Paese è in grado di dettare una leadership sicura, nemmeno quella del “rigore prussiano” della signora Angela Merkel e della falsa grandeur di Nicolas Sarkozy.

Piuttosto che pensare di correggere sempre i conti del bilancio pubblico, non si capisce perché tutti questi signori non si occupino di riformare o di battersi per riformare questo sistema finanziario internazionale che, dalle agenzie di rating alle incursioni dello shadow banking, non funziona più, va rivisto, riformato, disciplinato, aggiornato con interventi ragionevoli. E non c'è nessun governo che, in questo momento, può dire di salvare il proprio Paese, di fronte al marasma ostinatamente difeso dall'oligopolio finanziario internazionale. Per quanto riguarda l'Italia, Mario Monti sarà bravissimo, la sua manovra sarà pure illuminata (chissà ?), ma non è in grado, ancora di “camminare sull'acqua”.

E uscire dalla crisi con un sistema finanziario che di fatto drena gli investimenti che dovrebbero invece supportare l'economia reale, è letteralmente impossibile. Come è possibile garantire, con lo Stato, le obbligazioni delle banche (nuove imprese privatizzate imposte dalla svolta del mercato capitalistico), in modo che si possono finanziare alla Bce al tasso dell'un per cento e non garantire le imprese, che quando si rivolgono a una banca devono pagare il denaro almeno al 7 percento, quando va bene? Se i tecnici sono bravi tecnici, risolvano loro i problemi. Nel frattempo, di fronte alle montagne russe dei mercati, si eviti almeno di alternare giornate di brindisi a giornate di “quasi suicidio”.

 

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