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GEOFINANZA/ Così la Bce aiuta i trucchetti delle banche

Pubblicazione:giovedì 5 gennaio 2012

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Povero Draghi, lui sperava di poter smettere di fare il lavoro sporco, scaricando sugli istituti di credito il compito di comprare debito sovrano con i suoi soldi e, invece, non solo le banche parcheggiano i soldi alla Bce, ma la stessa Eurotower sia ieri che martedì è intervenuta sul mercato secondario per acquistare bonds italiani e spagnoli (ma lo spread è rimasto sempre a quota 500, gran brutto segnale in vista dell’asta di Btp del 13 gennaio)! In linea di massima, quindi, sarebbe una bella idea quella di Rocard.

Peccato che dubito le banche saranno favorevoli, vista la condizione in cui versano. Che dire, ad esempio, della nuova emissione azionaria da 7,5 miliardi di euro di Unicredit, offerta a un prezzo di sconto del 43%, questo nonostante sia ancora in vigore il bando sullo short selling in molti Paesi europei? Insomma, la già magra capitalizzazione delle nostre banche è prezzata dal mercato a un fair value che è metà di quello attuale di mercato! Ma a confermare del tutto lo stato di sofferenza del sistema bancario (viene da chiedersi cosa diavolo abbiano in pancia nel Livello 3, quello dei derivati aggregati) ci ha pensato anche ieri il dato del deposito overnight presso la Bce, che ha segnato un nuovo record a quota 453,2 miliardi contro i 446 miliardi del giorno prima, già di per sé altissimo. Insomma, amici miei, i banchieri hanno le mani salde sul malloppo e non intendono mollarlo: fatevene una ragione.

Tanto più che a segnalare come l’allarme sia ancora rosso per il settore bancario europeo, nonostante i quasi 500 miliardi di liquidità forniti all’1% dalla Bce, ci ha pensato il dato di utilizzo della cosiddetta “marginal lending facility” dell’Eurotower, ovvero i cosiddetti prestiti di emergenza. Martedì notte 15 miliardi di euro sono stati presi in prestito da banche Ue, contro i 14,8 di lunedì notte, poco distante dal record di 17,3 miliardi toccato giovedì scorso, il livello più alto dal giugno 2009. Al di là dell’ammontare, a far riflettere deve essere il tasso penalizzante dell’1,75% che si paga per accedere al programma: non a caso, viene utilizzato per situazioni di estrema emergenza per una durata di uno o due giorni. L’ammontare record, quindi, ci fa intendere che una o più banche europee abbiano riscontrato problemi molto seri a cavallo della fine dell’anno e che questi siano ancora perduranti. La Bce, come al solito, non ha diffuso né il numero di banche che hanno chiesto il prestito, né la loro nazionalità, ma nessuno si stupirebbe del fatto che si tratti di connazionali di Rocard.

Tira brutta aria nell’eurozona, cari lettori. Almeno così la pensa il portavoce del governo greco, Pantelis Kapsis, secondo cui «il mio Paese dovrà abbandonare l’euro, se non riuscirà a ottenere il secondo prestito internazionale, del valore di 130 miliardi di euro. Se l’accordo raggiunto a ottobre non verrà messo in pratica, saremo fuori dall’eurozona». Per il momento la Grecia riesce ad andare avanti grazie al primo prestito, del valore di 110 miliardi, ottenuto nel maggio 2010, ma le scadenze obbligazionarie del marzo prossimo e il deterioramento degli introiti fiscali a causa del peggioramento della crisi e delle misure di austerity, danno al Paese circa due mesi di vita. Poi, o nuovi aiuti o default.


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COMMENTI
10/01/2012 - Emissione e riacquisto di Bond (Angelo Scaccabarozzi)

Mauro, anche le banche italiane stanno facendo lo stesso giochino. Would A Ponzi By Any Other Name Smell As Bad? http://www.zerohedge.com/news/would-ponzi-any-other-name-smell-bad?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+zerohedge%2Ffeed+%28zero+hedge+-+on+a+long+enough+timeline%2C+the+survival+rate+for+everyone+drops+to+zero%29 Cordiali Saluti Angelo S.