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FISCO/ Perchè lo Stato non paga i suoi debiti alle imprese?

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È uno Stato che non suggerisce nulla, che non indica nulla. Quale sarebbe il primo compito di uno Stato verso i suoi cittadini? Sarebbe proprio quello di indicare i nuovi obiettivi, le nuove filiere da sviluppare. Sarebbe quello di suggerire e di stimolare a fare impresa nei settori più importanti di una determinbata epoca. Qui lo Stato che ti va rovistare in tutti gli aspetti della tua vita, è completamente assente. Tace, non esiste.

È paradossale anche che quando chiede le tasse voglia essere pagato subito, all’istante, mentre quando ti deve qualche cosa “rispetti” sempre i suoi tempi biblici.

È la normalità, assurda, di questo Stato. Bisognerebbe andare a vedere quando ci sono le discussioni su detrarre i farmaci ai pensionati. La burocrazia sembra implacabile, sta a discutere sui due euro.

Ma tutto questo si potrà cambiare?

Occorreranno delle generazioni di italiani per cambiare un simile rapporto. Non so quanto tempi ci vorrà. Ma sicuramente passeranno molti anni. Ce lo tiriamo dietro da sempre, da quando è nato lo Stato italiano. Del resto, che cosa può fare un citadino che si trova creditore dello Stato, gli fa una causa? Penso che nessuno abbia una simile intenzione. A tempi biblici, si accumulerebbero altri tempi biblici.

Ma ci saranno modi per modificare una simile situazione, per difendersi almeno?

È importante ad esempio che sia stato fatto lo “Statuto delle imprese”. Almeno per fare un’impresa non bisogna prima chiedere un permesso, che magari dovevi aspettare chissà per quanto tempo, ma fai questa iniziativa e poi la fai verificare. È un passo avanti. Significa che lo Stato, almeno in una simile circostanza, non ti considera “cattivo” – fatto che è sempre stata una costante della realazione tra Stato e cittadini.

Ma ci sono anche ormai Stati insolventi?

Beh, con questa crisi del debito, in questo quadro economico e finanziario, alcuni Paesi possono anche diventare insolventi. Come è già accaduto.

(Gianluigi Da Rold)

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