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LIBERALIZZAZIONI/ Arrigo: caro Passera, l'italia non riparte con un decreto al mese

Pubblicazione:domenica 8 gennaio 2012

Corrado Passera (Foto Imagoeconomica) Corrado Passera (Foto Imagoeconomica)

L’industria italiana, benché sul fronte manifatturiero sia tra le prime al mondo, ha ancora dimensioni troppo ridotte. Questo penalizza la sua capacità di esportare. Quando una piccola-media impresa sbarca in mercati esteri sconosciuti, spesso non è nelle condizioni di muoversi agevolmente e autonomamente. Va aiutata, quindi, anzitutto a livello informativo; per conoscere le dinamiche del mercato in cui andrà ad operare, le regole che lo governano, i rapporti effettivi tra domanda e offerta. Sempre in ragione della loro piccola dimensione, le nostre imprese dovrebbero aggregarsi, fare rete e individuare forme di cooperazione per perseguire obiettivi simili.

Passera sostiene che il governo liberalizzerà pressoché in ogni campo. Qual è la priorità?

Le liberalizzazioni andrebbero portate avanti in maniera organica, colpendo in una volta sola tutti quei settori che manifestano maggiori criticità. Occorre partire dai principi generali, affermando quali regole non possano essere considerate legittime. Va stilato un elenco tassativo, specificando quali siano le restrizioni economiche che la legge ordinaria può predisporre in determinati casi. Non si capisce, ad esempio, perché debba essere il sindaco a stabilire in quali orari commercianti e clienti possano incontrarsi per vendere e comprare; che lo decidano loro.

Una volta precisato il quadro normativo di riferimento, quali sono i settori sui cui intervenire?

Gran parte di essi riguardano i servizi, che possono essere di natura privata, come taxi e farmacie, o pubblica, come poste e ferrovie. Nel secondo caso, va tenuta presente una logica di fondo: laddove lo Stato o gli enti locali mettono dei soldi per garantire ai cittadini dei servizi che non potrebbero essere forniti con dinamiche esclusivamente di mercato, dovrebbero adottare procedure trasparenti, con gare e bandi aperti.

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