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LIBERALIZZAZIONI/ Arrigo: caro Passera, l'italia non riparte con un decreto al mese

Corrado Passera (Foto Imagoeconomica) Corrado Passera (Foto Imagoeconomica)


Ci sono Paesi che non possiedono industrie nel campo dell’energia o dei trasporti ma che hanno un Pil procapite superiore a quello italiano. Benché, quindi, tali aziende siano essenziali al Paese, non è essenziale che siano pubbliche. Del resto, se il cittadino vuol fare l’azionista di Eni, Enel e Finmeccanica, può farlo comprandosi obbligazioni sul mercato. Non si capisce perché debba esserlo obbligatoriamente pagando le tasse. Non è necessario, del resto, che restino italiane.

No?

in realtà, la resistenza a vendere le imprese italiane agli stranieri è dettata, in gran parte, dal fatto che la politica si avvantaggia di un rapporto con esse privilegiato; gli stranieri, invece,  non avrebbero come riferimento i politici, ma semplicemente le regole del nostro Paese. Il che si tradurrebbe in vantaggi per i consumatori; sarebbero esclusivamente loro a dover essere soddisfatti, non più il potente di turno. Si determinerebbe, infine, un incremento dell’occupazione.

 

 

(Paolo Nessi)

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