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Economia e Finanza

TOBIN TAX/ Il premier britannico Cameron: sono pronto a bloccarla

Il premier britannico David Cameron ha annunciato di voler bloccare la proposta di introduzione della cosiddetta Tobin Tax, la nuova tassa europea sulle transazioni finanziarie.

David Cameron (Foto InfoPhoto)David Cameron (Foto InfoPhoto)

Il premier britannico David Cameron ha annunciato di voler bloccare la proposta di introduzione della cosiddetta Tobin Tax, la nuova tassa europea sulle transazioni finanziarie. Cameron ha infatti fatto sapere che «se i francesi vogliono procedere con una tassa sulle transazioni nel loro paese, allora dovrebbero essere liberi di farlo. Ma l'idea di una nuova tassa europea mentre non avremo la stessa tassa in altri luoghi non credo sia assennata, e quindi la bloccherò a meno che il resto del mondo non concordi nello stesso momento di adottare tutti insieme lo stesso tipo di tassa». Il premier britannico ha anche annunciato di voler darsi da fare per ridurre il più possibile la disoccupazione, e ha spiegato che il governo sta duramente lavorando a «un’agenda della crescita» dell’economia. La tassa sulle transazioni finanziarie, chiamata Tobin Tax, consiste nel far pagare a tutti gli operatori finanziari una piccola tassa su ogni transazione finanziaria (scambio di azioni, di contratti futures, ecc.) sulla base di un’aliquota minima che i singoli paesi potrebbero poi ritoccare all’insù. Numerose critiche alla Tobin Tax erano emerse nei mesi precedenti da parte di esponenti dell’alta finanza, primi fra tutti Jean-Claude Trichet e Mario Draghi, i quali ravvisavano nella parzialità geografica di applicazione, limitata alla sola Europa, il rischio di una fuga di capitali dalle borse che anziché  tamponare la crisi potrebbe addirittura incrementarla. Secondo altri osservatori, tale rischio sarebbe arginabile esercitando un controllo sui movimenti di capitale da e verso quelle aree in cui tale imposta non fosse applicata, altri ancora criticano invece la lentezza dell’entrata in vigore dell’accordo sottolineando l’esigenza di un tampone immediato per  fronteggiare il rischio di eventuali speculazioni europee. Così, dopo l’annuncio di Cameron, ecco che la Francia, che tanto ha spinto per questa Tobin Tax, si vede costretta ad andare avanti da sola e, come ha fatto sapere il sottosegretario per l'edilizia popolare, Benpoit Apparu, contro ogni opposizione, «non è certo perché i finanzieri dicono di non voler essere tassati che li ascolteremo, non è affatto illogico ed è in ogni caso morale che le piazze finanziarie debbano contribuire all'uscita dalla crisi».