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FIAT/ Bertone: ma quale ritiro, a Marchionne manca ancora la "fase due"

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Marchionne firma la prima Panda uscita dallo stabilimento di Pomigliano d'Arco (Foto Imagoeconomica)  Marchionne firma la prima Panda uscita dallo stabilimento di Pomigliano d'Arco (Foto Imagoeconomica)

Credo che il suo vero obiettivo e la sua promessa siano di portare la Fiat a decidere del proprio destino nel momento giusto, senza essere costretta a rendere conto a nessuno e a fare scelte obbligate, ma è un percorso difficile: teniamo conto comunque del fatto che, almeno per un anno, Marchionne può contare su un mercato americano molto importante, oltre a un mercato brasiliano ugualmente fondamentale, ommettendo invece sulla Russia, che potrebbe rappresentare una quota significativa.

E l’Asia come si inserisce in questo progetto?

In Asia Marchionne può arrivarci tramite gli stessi Stati Uniti d’America, soprattutto a fronte di una eventuale rielezione di Obama: a quel punto, se accadesse tutto questo, nel 2013-2014 Marchionne potrebbe anche tranquillamente ritirarsi, però, anche in questo caso, vorrei dire che Marchionne si rivela un personaggio molto americano e poco italiano.

In che senso?

Noi ci chiediamo sempre che cosa farà il giorno dopo un personaggio di quel livello, convinti che debba necessariamente salire di grado: quando invece l’orizzonte è il mondo, come nel caso di Marchionne e della sua notorietà anche in America, il problema del giorno dopo è semplicemente quello di avere un certo status e dimostrare di aver svolto un buon lavoro.

 

(Claudio Perlini) 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
09/01/2012 - amore per il lavoro (francesco taddei)

penso che marchionne abbia fatto un buon lavoro (magari in italia,se il governo avesse dato una mano avrebbe potuto fare di più) ma sono convinto che la venderebbe davvero la ferrari perchè ci vedrebbe solo un buon affare. un ITALIANO invece ci vede l'eccellenza del suo paese, identità e tradizione. penso che molti giornalisti ragionino come marchionne.