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FINANZA/ 1. Pelanda: così la "cura" della Merkel sta uccidendo l’Italia

Se a una nazione nei guai si impone un rigore eccessivo, allora è certo che cadrà in una spirale di decrescita. Per questo l’Italia deve evitare la cura tedesca. L’analisi di CARLO PELANDA

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Posizione della Germania: prima ogni nazione metta in pareggio il bilancio e riduca il debito pubblico fino al 60% del Pil e solo poi Berlino potrà valutare la creazione di meccanismi europeizzati di garanzia finanziaria, per esempio gli Eurobond. Tale posizione non ha alcun senso economico, in quanto le euronazioni in difficoltà hanno bisogno dell’esatto contrario: far garantire dall’Europa il proprio debito per ridurne i costi di rifinanziamento e quindi spostare più risorse verso lo sviluppo in modo da perseguire il pareggio di bilancio e la riduzione dei debiti via più crescita futura.

Se a una nazione nei guai si impone un rigore eccessivo, allora è certo che cadrà in una spirale di decrescita, cioè di impoverimento, che alla fine porterà il suo debito all’insolvenza. La cura tedesca applicata alla Grecia ha portato esattamente a questo risultato: caduta del Pil, impoverimento rapido della popolazione, insolvenza del debito, anche se ancora non formalizzata. La cura, poi, ha creato il contagio di sfiducia verso i debiti di altri, tra cui il nostro, perché il mercato ha visto che l’euromedico uccideva il paziente invece di guarirlo e ha proiettato questo scenario ad altri ammalati.

L’Italia deve al metodo terapeutico tedesco non tanto la propria bronchite, autoinflitta per disordine proprio, ma la sua trasformazione in polmonite grave. Tremonti non capì o non volle credere che la Germania fosse così folle e che l’Unione europea fosse così debole da non riuscire a costringere Berlino a modificare i propri diktat. Infatti, fino all’estate 2011, volle insistere sugli Eurobond, in effetti una cura efficace, senza attivare una politica di rigore più pesante, contando sul sostegno francese. Ma Sarkozy preferì appiattirsi sulla Germania. Tremonti - percepito all’estero come il vero Primo ministro - fu sostituito per ordine della Germania, la Francia accodata, allo scopo di avere in Italia un governo che applicasse la cura tedesca.

Ciò fu eseguito con riluttante rapidità dal Quirinale, perché il mercato non stava valutando l’irrazionalità della cura tedesca, ma la distanza delle euronazioni dalla Germania come grado di affidabilità, con rischio ravvicinato di insolvenza per l’Italia e sua imputazione per la dissoluzione dell’euro. Per questo Monti ha dovuto applicare la cura tedesca, il salasso, per evitare la catastrofe, al momento riuscendoci. Ma ora deve evitare all’Italia il destino della Grecia.


COMMENTI
10/01/2012 - Merkel (maledetta) (Business Books Lord)

Sinceramente la vedo molto dura che la Germania non molla il colpo, perche' se guardiamo i numeri, non e' possibile ridurre il debito con i ritmi imposti della germania, andiamo in default (tecnico...si fa per dire. Non c'e' da scherzare perche' se non rimettono in moto l'economia, la crecita del PILma 2 cifre...l'Italia non ce la fa. LordBB

 
09/01/2012 - W l'Argentina (Mariano Belli)

Straquoto la tesi dell'ottimo prof.Pelanda, aggiungo che se default deve essere (e sarà) molto meglio prima, per esplicita scelta "a furor di popolo" piuttosto che dopo, perchè allora ci ritroveremo come nel 1945.....Dissento solo su una cosa : siamo, dobbiamo essere un popolo sovrano, e in quanto tale non condannato per l'eternità a risarcire un debito fatto dalle elites per i loro sporchi interessi. Ci hanno fatto una testa così con i 150 anni dell'unità....ora quell'amor di patria va messo in pratica, nel nostro interesse!

 
09/01/2012 - le previsioni del presidente Andreotti (francesco scifo)

Nel 1993, ovvero circa quattro anni dopo l'unificazione tedesca, il Presidente Andreotti in una intervista al Financial Times, citata allora nel Corriere della Sera, affermava, a chi gli contestava la sua contrarietà:"forse la Germania non sarà più la Germania dei Kohl, nè dei Genscher, nè dei Willy Brandt. Non sappiamo che tipo di Germania sarà, potrebbe essere una Germania forte in un'Europa debole e divisa". La fuga Inglese, la situazione Ungherese, quella Greca, Portoghese, Irlandese, Spagnola, Italiana, ed ora anche Francese, dimostrano che purtroppo fu un buon profeta. Ma voi siete tutti disposti a dare le chiavi dell'Europa ai Tedeschi? Dopo tutto è passato meno di un secolo dal 1945, che tutti adesso accettino le loro lezioni di moralità mi lascia sinceramente di stucco.

 
09/01/2012 - più europa ci salverà (antonio petrina)

In un ordine internazionale quale l'eurozona tutte le riforme sul contenimento del debito e della stabilità monetaria e crescita economica presuppongono più Europa per tutti i 27 paesi ( reciiuts: 26 ,meno UK) , come giustamente ricorda l'on MAuro e senza europa si va verso l'eterno conflitto di chi vuol salvarsi da solo a scapito degli altri ! Alle imprese ed agli Stati occorre l'ottimismo della ragione ed il metodo comunitario delle origini!