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FINANZA/ 2. Ecco le "toppate" di Monti e Passera che riabilitano Berlusconi

Pubblicazione:lunedì 9 gennaio 2012

Mario Monti e Corrado Passera (Foto Imagoeconomica) Mario Monti e Corrado Passera (Foto Imagoeconomica)

E la crescita? Certo, il governo Monti a giorni approverà decreti per liberalizzare settori e mercati, compreso quello del lavoro. Però, dopo il decreto Salva-Italia e quelli prossimi venturi già definiti Cresci-Italia si sono consolidate nell’esecutivo tecnico alcune idee che iniziano a essere comunicate: la crescita non è riattivabile soltanto dall’Italia e la crisi dei debiti sovrani deve essere fronteggiata soprattutto a livello europeo. Anche perché, ad esempio, lo spread è quasi sempre al di sopra dei 500 punti base.

C’è però chi, come l’ex premier Giuliano Amato su Il Sole 24 Ore di ieri, ha sottolineato che un primo effetto benefico della recuperata affidabilità italiana, grazie al governo Monti, è visibile: i nostri tassi sul debito pubblico a breve termine si sono dimezzati. Poi lo stesso Amato si è domandato, retoricamente: “Potrebbe l’Italia crescere da sola in un’Europa stagnante?”.

I principali esponenti dell’attuale governo sono ancora più netti. “Bisogna migliorare quello che non ha funzionato nella governance dell’Europa”, ha detto ieri Monti, che nei prossimi giorni cercherà di attutire la regola capestro europea sul debito pubblico evitando manovre correttive da 45 miliardi di euro all’anno (“Non occorrono altre manovre”, ha rassicurato ieri sera il premier alla trasmissione tv “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio). Monti pensa a rafforzare e rendere operativo al più presto il fondo salva-stati e a istituire i project bond per realizzare reti e infrastrutture di livello europeo.

Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, è stato più esplicito, spostando l’attenzione su Francoforte: “O l’Europa decide di darsi gli strumenti che qualsiasi moneta ha, vale a dire una Banca centrale in grado di garantire la liquidità e la stabilità, oppure non ci sarà crescita”. Quindi, secondo il ministro dello Sviluppo, la nostra scarsa crescita dipende soprattutto dall’Europa, che sta aggravando anche i rischi dei debiti sovrani, costringendo gli stati a politiche restrittive dal certo effetto.

Le parole e i pensieri di Monti e Passera corrispondono a quello che riteneva anche il premier Berlusconi e il governo di centrodestra. Evidentemente la risoluzione definitiva dei problemi italiani non poteva arrivare, e non potrà arrivare, soltanto da Palazzo Chigi, bensì soprattutto da Berlino e Francoforte. Il resto sono parole a vanvera.

 

twitter@Michele_Arnese



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