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FINANZA/ 2. Ecco le "toppate" di Monti e Passera che riabilitano Berlusconi

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Mario Monti e Corrado Passera (Foto Imagoeconomica)  Mario Monti e Corrado Passera (Foto Imagoeconomica)

C’erano una volta, in verità non molti mesi fa, due personaggi italiani di rilievo europeo che, uno nella veste di economista ed editorialista, e l’altro di banchiere e talvolta commentatore, dicevano: la crisi dell’Italia si risolverà solo quando il nostro Paese crescerà di più; con il mero rigore l’Italia non risolverà i suoi problemi.

L’economista (Mario Monti), dalla prima pagina de Il Corriere della Sera, per mesi ha ammonito cittadini e governanti: il giusto rigore nei conti pubblici non basta a far crescere l’Italia, il governo di centrodestra deve varare riforme strutturali, liberalizzare l’economia e magari ridurre pure la pressione fiscale. Il banchiere (Corrado Passera), talvolta con interventi su Il Sole 24 Ore, incalzava l’esecutivo a varare decise politiche pro-crescita ricorrendo alla leva delle infrastrutture per riattivare un circolo virtuoso di sviluppo.

Nel frattempo, tra un editoriale dell’economista e un intervento del banchiere, la crisi finanziaria si è acuita toccando i debiti pubblici nazionali, diventati a rischio e quindi sempre più costosi per gli stati, compresa l’Italia. La convinzione dell’establishment italiano ed europeo, a fine ottobre, è diventata corale: la crisi finanziaria in Italia sta diventando insostenibile, visto lo spread fra i Btp italiani e i Bund tedeschi saldamente sopra i 500 punti, soprattutto per colpa della credibilità internazionale ed europea pressoché azzerata del premier Silvio Berlusconi.

D’altronde l’esecutivo Pdl-Lega sembrava sbrindellato, nonostante avesse varato tutte le manovre economiche concordate in Europa, e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, emblema del rigore, era apertamente contestato da altri ministri e dallo stesso presidente del Consiglio. L’appello confindustriale “Fate presto”, nel novembre dello scorso anno, fu accolto: esce di scena il governo Berlusconi, si forma il governo Monti.

Avanti con le misure sviluppiste? No, la crescita può aspettare. È stato varato in pochi giorni un decreto ribattezzato “Salva-Italia” per evitare un crac alla greca (parola dei principali ministri), composto da due terzi di maggiori imposte e un terzo di minori spese, che ha messo in ulteriore sicurezza i conti pubblici visto il deteriorarsi della congiuntura e alcune incertezze nelle coperture per il pareggio di bilancio nel 2013 lasciate dal governo Berlusconi.



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