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FINANZA/ Pelanda: ecco come fermare il "magna magna" che affossa l'Italia

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Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)  Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)

Ho ricevuto anche parecchi pareri e suggerimenti da colleghi che invitavano a calcolare: (a) l’impatto deflazionistico, cioè recessivo, di un taglio così forte della spesa pubblica; (b) il come inserire il taglio di 100 miliardi nello scenario di pareggio di bilancio obbligatorio entro il 2013 e di riduzione del debito per un ventesimo all’anno imposto dal trattato “Fiscal Compact”.

Il mio gruppo di ricerca stima che se al taglio della spesa - in tre anni - corrisponde un immediato taglio delle tasse l’impatto deflazionistico sarebbe minimo e breve (sei mesi) alla condizione di una certa ripresa della domanda globale e del mercato europeo. Il taglio di spesa e tasse come detto non pregiudica il pareggio di bilancio, anzi ne migliora le prospettive in base al calcolo di “pareggio strutturale” e non “contabile. Il gettito aumenterebbe grazie a più crescita e ciò sia manterrebbe solido l’avanzo primario di bilancio che serve a ripagare il debito, sia alzerebbe il denominatore del rapporto debito/Pil rendendo il vincolo più sostenibile.

In conclusione, un taglio di spesa e tasse di 100 miliardi appare fattibilissimo. Bisogna “solo” superare la resistenza di circa 800.000 persone che vivono di mestieri politici improduttivi.

 

www.carlopelanda.com



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COMMENTI
01/10/2012 - E' quello che ci ha chiesto l'Europa (Moeller Martin)

Con la famosa lettera, l'Europa e la BCE ci ha chiesto in estrema sintesi, riforme strutturali per il mercato del lavoro, per le liberalizzazioni e tagli di spesa. Monti ha prodotto la riforma Fornero, un paio di taxi in più a Roma mentre di tagli di spesa sene parla solo. Eppure Hollande taglia 12,5 milliardi di spese con la sola finanziarie del 2013. In Italia solo Tremonti ha tentato un vero taglio di spese con il suo famoso 5%. Apriti cielo. Nonnostante le regioni potessero gestirne l'applicazione in piena autonomia, hanno tutte guidate da Errani agitato lo spauracchio per cui ai tagli di spesa corrispondono tagli dei servizi. Nessuno dei presidenti di regione ha mai considerato invece di ridurre i costi o di tagliare qualcuna delle tante spese inutili che sicuramente hanno nei loro bilanci e di cui sono a conoscenza. Come non fare paragoni con quel finanziamento ai gruppi politici di cui non comuni mortali abbiamo appreso con il caso Lazio/Fiorito? Ci spieghino i vari Errani, Polverini e Formigoni, perchè hanno tagliato servizi mantenendo le ruberie dei loro consiglieri.