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Economia e Finanza

FINANZA/ Pelanda: ecco come fermare il "magna magna" che affossa l'Italia

Tagliare le tasse e la spesa, come chiede il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, è possibile. CARLO PELANDA ci spiega in che modo si potrebbe arrivare a un importo di 100 miliardi

Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)

Più volte su queste pagine ho sostenuto che se si tagliassero 100 miliardi di spesa e tasse l’economia italiana invertirebbe velocemente la tendenza al declino, in particolare la deindustrializzazione, e che - aggiungendo misure di liberalizzazione e deburocratizzazione -  perfino volerebbe. Ho ricevuto reazioni entusiastiche dal popolo che vive di mercato, sia dipendenti, sia imprenditori, commercianti e professionisti, molte espresse con le stesse parole usate dal presidente di Confindustria, Squinzi, sabato scorso: “Moriamo di tasse”. Ma ho anche ricevuto insulti da parte del popolo che vive di denaro pubblico: un taglio del genere significa macelleria sociale, ecc.

Ritengo sia un buon momento per chiarire che, se fosse attuato, il taglio di spesa indicato non implicherebbe alcuna riduzione dei servizi pubblici essenziali, né delle garanzie per chi è in situazione di bisogno. Proprio la formula proposta da Squinzi permette tale chiarimento. Lo Stato, semplificando, eroga ogni anno circa 30 miliardi alle imprese in forma di incentivi e aiuti. Di questi solo 3 miliardi vanno alle imprese private, il resto finanzia una miriade di società pubbliche, nazionali e locali. Squinzi, correttamente, propone di tagliare tali trasferimenti, di risparmiare così  30 miliardi di spesa, e di ridurre per tutte le aziende le tasse di altrettanto.

Questo serve a dire che molta spesa pubblica in Italia non serve a finanziare lo Stato sociale, ma carrozzoni inutili o inefficienti gestiti, in sostanza, dai partiti. Certo, l’autobus che serve un Comune di montagna con pochi abitanti opera in perdita, ma non si può lasciare quella comunità senza servizi ed è giusto che il denaro fiscale se ne faccia carico. Ma casi come questi  costano, per dire, 1 miliardo e non 30. Le aziende pubbliche che ricevono sussidi pubblici riducono i costi per i cittadini? Per niente, per esempio le bollette elettriche sempre in aumento delle municipalizzate.

Pertanto, se si tagliano 29 miliardi di trasferimenti alle imprese e si riducono di altrettanto le tasse non cambia niente sul piano della socialità dello Stato. Cambia molto, invece, per il magna magna del politicume che affolla le aziende pubbliche: queste sarebbero costrette a maggiore efficienza, tagliando i costi inutili interni che ora vengono finanziati con denaro fiscale. Il punto: il resto dei 71 miliardi, oltre ai 29 circa detti, ha caratteristiche simili e può essere tagliato senza intaccare garanzie essenziali, permettendo così di ridurre le tasse di quasi 7 punti di Pil: la vita.


COMMENTI
01/10/2012 - E' quello che ci ha chiesto l'Europa (Moeller Martin)

Con la famosa lettera, l'Europa e la BCE ci ha chiesto in estrema sintesi, riforme strutturali per il mercato del lavoro, per le liberalizzazioni e tagli di spesa. Monti ha prodotto la riforma Fornero, un paio di taxi in più a Roma mentre di tagli di spesa sene parla solo. Eppure Hollande taglia 12,5 milliardi di spese con la sola finanziarie del 2013. In Italia solo Tremonti ha tentato un vero taglio di spese con il suo famoso 5%. Apriti cielo. Nonnostante le regioni potessero gestirne l'applicazione in piena autonomia, hanno tutte guidate da Errani agitato lo spauracchio per cui ai tagli di spesa corrispondono tagli dei servizi. Nessuno dei presidenti di regione ha mai considerato invece di ridurre i costi o di tagliare qualcuna delle tante spese inutili che sicuramente hanno nei loro bilanci e di cui sono a conoscenza. Come non fare paragoni con quel finanziamento ai gruppi politici di cui non comuni mortali abbiamo appreso con il caso Lazio/Fiorito? Ci spieghino i vari Errani, Polverini e Formigoni, perchè hanno tagliato servizi mantenendo le ruberie dei loro consiglieri.