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FINANZA/ Tutti i numeri che inchiodano le banche spagnole

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Nel solo mese di ottobre, il Tesoro spagnolo deve rimborsare quasi 30 miliardi di euro di obbligazioni, circa 20 delle quali a lungo termine: a chi? Alle banche, ovviamente, peccato che a fronte di casse praticamente vuote, solo per il mese appena iniziato, Madrid ha necessità di finanziamento di almeno 50 miliardi di euro (guarda caso, dei 100 dell'Ue vuole usarne solo 60 per le banche e 40 per finanziare il debito, che combinazione!). I vasi comunicanti, insomma ma la coperta rimane corta, drammaticamente corta.

Ancora poco convinti? Bene, guardate l'ultimo grafico a fondo pagina. Nel mese di agosto, il volume di contrattazione medio dei bonds governativi spagnoli è crollato del 40% anno su anno, precipitando a meno di 40 miliardi al giorno, un livello mai più toccato dal 1996 (ovvero, prima dell'introduzione dell'euro). Insomma, per Madrid il mercato obbligazionario secondario è completamente prosciugato: per quanto i buoni segnali che giungono dal primario (al netto del fatto che gli unici acquirenti sono banche spagnole con i soldi della Bce e la ratio bid-to-cover continua a calare) saranno sufficienti a evitare la chiusura del finanziamento sull'open market per il debito iberico?

In Spagna si dicono certi che Rajoy non prenderà alcuna decisione sul salvataggio europeo prima delle elezioni regionali del 21 ottobre in Galizia e nei Paesi Baschi, la prima patria del Premier che i sondaggi vedono a forte rischio di caduta: i mercati, al netto delle balle rifilate da Oliver Wyman venerdì scorso, avranno voglia di attendere tanto?

 

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