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CONSIGLIO DEI MINISTRI/ Dai tecnici una "ricetta" che aumenta la pressione fiscale

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CONSIGLIO DEI MINISTRI, GLI INTERVENTI SU IVA, IRPEF ED ENTI LOCALI Manovra o non manovra, l’ultimo Consiglio dei Ministri tenutosi ieri prevede un aggiustamento di circa dieci miliardi di euro. Il Governo Monti non vuole utilizzare la parola “correzione”, ma di fatto l’intervento effettuato è necessario per cercare di rispettare i vincoli europei dopo l’aggravamento della recessione. La caduta del Prodotto interno lordo è più dura di quanto si aspettava il Governo e anche il Fondo monetario internazionale ha previsto un calo di circa il 2,3%. Confindustria vede ancora più nero, ma quel che pare certo è che senza la manovra aggiuntiva non potevano essere rispettate le promesse fatte all’Europa da Mario Monti.

Nel complesso, l’aggiustamento prevede un abbassamento dell’imposta sulle persone fisiche, almeno per i due scaglioni meno elevati e un contestuale aumento dell’imposta sul valore aggiunto di un punto percentuale. A partire dal prossimo anno vi sarà un aumento dell’Iva che inciderà sicuramente sui consumi e sulla recessione in corso. L’intervento che abbassa l’Irpef di un punto percentuale per i due scaglioni più bassi (di fatto fino a 28mila euro) non è detto che si tramuti automaticamente in un rilancio dell’economia, perché potrebbe andare ad aumentare il risparmio delle famiglie.

Certo il segnale di abbassare l’imposta sui redditi delle persone fisiche è importante, ma non bisogna dimenticare che nel complesso sembra esserci un aumento della pressione fiscale. Infatti, si gestisce già l'introito della famosa e fumosa Tobin Tax. La tassazione sulle transazioni finanziare molto probabilmente non porterà il gettito previsto, perché è facilmente eludibile vista la mobilità dei capitali. Anche se venisse applicata a livello europeo, ma si ricorda che tale accordo non esiste tra i paesi dell’Unione, avrebbe sicuramente l’effetto di spostare le transazioni finanziarie verso altri lidi, di fatto dando un duro colpo alla finanza europea (non mondiale).

Sono previsti tagli dei finanziamenti alle Regioni e agli Enti Locali, che molto probabilmente si tramuteranno in aumento della pressione fiscale a livello locale. La tendenza degli ultimi anni è infatti stata proprio questa: a fronte della riduzione dei trasferimento dallo Stato centrale, gli Enti decentrati hanno incrementato le tasse per cercare di fare fronte ai tagli.


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