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CONSIGLIO DEI MINISTRI/ Ecco i provvedimenti e cosa si è deciso: aumento IVA, tagli alla sanità e all'assistenza

Pubblicazione:mercoledì 10 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 10 ottobre 2012, 10.35

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CONSIGLIO DEI MINISTRI: ECCO COSA SI E' DECISO - È stato un lungo Consiglio dei ministri quello di ieri. Convocato per le 16.30 è cominciato dopo le 18:00 e si è concluso a notte fonda alle 2:15. Parecchie le misure prese, alcune un po’ a sorpresa. Tasse, Irpef, Iva, detrazioni, Titolo V della Costituzione e persino controllo dell’illuminazione dei palazzi pubblici sono stati oggetto dei provvedimenti. Già ieri sera era stato comunque reso noto che il Governo aveva deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria per “contiguità” con la mafia. Per i prossimi 18 mesi l’Ente verrà affidato a una Commissione straordinaria composta da tre membri. Vediamo comunque quali sono i principali provvedimenti presi. Innanzitutto è stato approvato il disegno di legge contenente le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato: la cosiddetta Legge di stabilità, che a regime dovrà essere presentata al Parlamento entro il 15 ottobre di ogni anno. Al suo interno è stata istituita la figura di un Commissario anticorruzione che presiederà la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche. Il Governo ha quindi presentato il disegno di legge per la Legge di stabilità 2013-15. Uno degli obiettivi iniziali del Governo era evitare l’aumento di due punti percentuali dell’Iva. La missione è compiuta a metà: dal 1° luglio 2013 scatterà l’aumento dell’Iva, ma solo di un punto. Passerà quindi dal 10% all’11% e dal 21% al 22%. In compenso è prevista una riduzione di un punto percentuale dell’Irpef sui primi due scaglioni di reddito: passerà dal 23% al 22% per i redditi da 0 a 15mila euro e dal 27% al 26% per quelli da 15mila a 28mila euro. Viene però introdotta una franchigia di 250 euro per alcune deduzioni e detrazioni Irpef e, per le sole detrazioni, si fissa il tetto massimo di detraibilità a 3000 (misura che non riguarda i redditi inferiori a 15mila euro). Le pensioni di guerra e di invalidità saranno assoggettati all’Irpef (se di importo superiore ai 15mila euro). È previsto un taglio di 1,5 miliardi nella sanità, grazie a una riduzione della spesa per l'acquisto di beni, servizi e dispositivi medici. Per i dipendenti pubblici viene disposto il blocco dei contratti fino al 2014. Per i prossimi due anni non verrà nemmeno erogata l’indennità di vacanza contrattuale. Scende al 50% la retribuzione dei giorni di permesso per i disabili o per la cura di parenti disabili. A meno che non siano utilizzati per le patologie del dipendente stesso o per l’assistenza di figli o del coniuge (non quindi di un genitore). Gli aumenti salariali aziendali saranno tassati nel 2013 al 10% entro il limite di 3.000 euro lordi. Sconto fiscale, pari al 19% dell’imposta lorda, per chi farà erogazioni liberali al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato. Aumentano dallo 0,35% allo 0,5% l’acconto sulle riserve tecniche per le compagnie assicurative. La percentuale scenderà allo 0,45% nel 2014. Per quanto riguarda le banche, vengono posticipate di 5 anni le deduzioni per il maggior valore riconosciuto al riallineamento per l’imposta sostitutiva. È previsto un stop all'affitto e all'acquisto di immobili e automobili da parte di tutte le amministrazioni pubbliche. Ma anche all'acquisto e il leasing di autovetture. Finiscono “a dieta” anche le spese per l'acquisto di arredi e le consulenze informatiche. Aumento di un miliardo i tagli lineari per le regioni a Statuto speciale previsti dalla prima spending review. Vengono invece stanziati 160 milioni alla Campania e 130 al Fondo per i comuni in condizioni di predissesto. Il budget delle Università potrà crescere del 3% l’anno. Sul fronte trasporti e infrastrutture, vengono stanziati 800 milioni per studi e lavori della Tav, 1,6 miliardi per il Trasporto pubblico locale, 800 milioni per la Rete ferroviaria italiana e 300 milioni per l’Anas. Lo Stato dovrà invece pagare 300 milioni quale penale per lo stop alla costruzione del Ponte di Messina. Per gli esodati, viene creato un fondo alimentato con 100 milioni nel 2013. Sono previsti tagli di 30 milioni nel 2014 e nel 2015 per i patronati.


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