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DOPO IL CDM/ Arrigo: Iva e Irpef, il grande inganno sul taglio delle tasse

Mario Monti e Vittorio Grilli (Infophoto) Mario Monti e Vittorio Grilli (Infophoto)

Probabilmente sarebbe stato più opportuno non fare nulla. Ci saremmo tenuti tutte le stranezze del nostro sistema fiscale e le tante iniquità, ma almeno non le avremmo peggiorate. Così facendo, invece, sono dell'idea che la situazione sia ulteriormente peggiorata. Vorrei poi chiarire un ulteriore aspetto della riduzione Irpef.

 

Quale?

 

Il governo ha ridotto le aliquote più basse, una decisione che sembra andare ugualmente a favore di tutti gli italiani, ma non è proprio così. Tra coloro che pagano tali aliquote è assolutamente necessario distinguere tra lavoratori dipendenti, che pagano quindi l’Irpef sul reddito lordo che percepiscono, e quelli autonomi, per i quali l’imponibile è invece al netto. Per questi ultimi i vantaggi sono senza dubbio maggiori: per fare un esempio, il costo della benzina che il dipendente consuma per andare in fabbrica o in ufficio è totalmente a suo carico, mentre il lavoratore autonomo può detrarlo proprio perché rappresenta un costo di produzione.

 

In che modo sarebbe stato opportuno intervenire sull'Irpef?

 

Personalmente, per intervenire in senso riduttivo, non avrei toccato le aliquote, ma avrei aumentato le detrazioni per lavoro dipendente e quelle per i carichi familiari, partendo ovviamente da queste ultime. Lo Stato avrebbe dovuto tener conto del fatto che ci sono tante famiglie con figli, i quali ovviamente non producono reddito ma solamente costi, e riconoscere maggiormente che tali spese meritano di essere detratte. Riguardo l’Iva, invece, avrebbe dovuto tener conto del fatto che è una delle imposte più evase.

 

Quindi?