BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ Tobin tax, un "bluff" che nasconde i guai dell’Europa

I mercati hanno reagito benino ieri alla visita della Merkel in Grecia, mentre sembrano aver ignorato l’Ecofin. GIUSEPPE PENNISI ci spiega cos’è successo al vertice europeo

Foto Fotolia Foto Fotolia

I mercati hanno reagito benino ieri alla visita del Cancelliere Merkel in giacca verde ad Atene, mentre la città era travagliata da dimostrazioni di ogni tipo. Ma non si sono curati dell’Ecofin. Il comunicato dell’Ecofin, da parte sua, è molto scarno: il primo e il secondo paragrafo riguardano alcune modifiche al programma europeo di assistenza al Portogallo (con rinnovati inviti a Lisbona di mettere la propria casa in ordine al più presto); il terzo riguarda l’imposta sulle transazioni finanziarie internazionali (la cosiddetta Tobin Tax, nonostante lo stesso James Tobin l’abbia ripudiata come “un errore giovanile”): verrebbe adottata, nell’ambito di una “cooperazione rafforzata”, da Austria, Francia, Grecia, Germania, Portogallo, Slovenia e, in un domani non lontano, da Estonia, Italia, Spagna e Slovacchia. Il comunicato include, in allegato, una “bozza di documento” su questioni specifiche e tecniche (dall’accordo con le Isole Mauritius sulla pesca all’applicazione dell’Iva sulle telecomunicazioni).

Così come consegnata, la Tobin Tax all’europea avrà l’effetto della somministrazione di un’aspirina (invece di una corsa al tavolo operatorio) per un ammalato di tumore maligno; infatti, viene imposta su trasferimenti bancari, obbligazioni e azioni, ma non su titoli “atipici” come i pacchetti di derivati.

Il comunicato è scarno perché la riunione è stata scarna e non ha toccato i problemi veri sul tappeto. In primo luogo, l’Ecofin di settembre è sempre stato quello in cui i 27 hanno forgiato la propria posizione per l’imminente assemblea del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. Quest’anno l’Europa è sul banco degli accusati: le si addebita l’incapacità di risolvere la propria crisi di debito sovrano e di rallentare l’economia mondiale. Difficile vedere se ci sarà una risposta univoca, un coro a cappella o tanti voci separate. La terza ipotesi appare la più probabile, con il risultato di indebolire ulteriormente la “missione impossibile” datasi dall’Ue: difendere il “titolo” ad avere 5 seggi su 24 nei Consigli d’amministrazione di Banca mondiale e Fmi.

In secondo luogo, è da chiedersi se i Ministri convenuti all’Ecofin (o il fiume di “barracuda esperti” che li accompagna) abbiano letto l’ultimo “Rapporto” della Banca centrale europea con le deludenti prospettive di crescita, in gran parte collegate alle misure “non convenzionali” di politica monetaria adottate sia dalla Bce, sia dalla Federal Reserve.