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TASSE/ Borghi: Iva e Irpef, vi spiego il "gioco di prestigio" del Governo

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L’aumento dell’Iva, specialmente quella sui consumi di base, va esattamente nella direzione opposta del principio del quoziente familiare. E’ ovvio che una famiglia numerosa consuma più di una singola persona, quindi è maggiormente penalizzata. A parità di reddito, a fronte di un mini sgravio dell’Irpef, più alto sarà il numero dei membri della famiglia più aumenteranno i consumi, dunque si verrà maggiormente colpiti dall’Iva.

A suo giudizio, come avrebbe dovuto agire il governo?

Credo che sarebbe stato sensato intervenire con un aumento dell’Iva, compensato però da una forte riduzione della tassazione sul lavoro. Anche se una misura del genere non sarebbe comunque stata sufficiente a compensare il nostro gap di competitività. 

Iva e lavoro: come mai?

In questo modo le produzioni italiane non ne avrebbero risentito, perché, a fronte di un incremento Iva, il lavoro per generarle sarebbe costato di meno, mentre i beni importati avrebbero subìto direttamente l’aumento dell’Iva senza poter essere compensati dal decremento della tassazione sul lavoro. Un’idea del genere, che si basa comunque su percentuali minime dell’1-2%, poteva essere però migliore di fronte alle necessità di un Paese che vanta una pressione fiscale di dieci punti più alta rispetto ai propri competitor. Immagino poi anche un altro possibile intervemto.

Quale?

Pur in presenza di evidenti e profondi squilibri strutturali, il governo avrebbe potuto farsi promotore di un accordo fiscale, sottoscritto da tutte le forze politiche, per far chiaramente sapere ai cittadini che nessun ritocco, incremento o tassazione sarebbe avvenuto per un certo periodo di tempo.

Con quale obiettivo?

Per creare un ambiente sicuro, in cui attualmente nessuno può pensare di investire o acquistare perché spaventato dalla possibile introduzione di nuovi balzelli o rincari che potrebbero generare nuove e insormontabili difficoltà. Se il governo vuole creare le condizioni per generare investimenti nel Paese e aumentare la fiducia, deve innanzitutto provvedere alla creazione di una concreta e solida stabilità.

 

(Claudio Perlini)   



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