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Economia e Finanza

FINANZA/ Gli “spari” di Monti e Lagarde ai “falchi” d’Europa

Christine Lagarde (Infophoto)Christine Lagarde (Infophoto)

Qui si inserisce il discorso della Lagarde. Il problema vero è che una politica di crescita deve riguardare tutta l’Europa e quindi deve avere una coesione da parte di tutti i Paesi europei, una coesione reale e consistente. La differenza tra i due piani di discorso è proprio questa. L’Italia ha dimostrato la sua capacità, ora tocca agli europei dare la dimostrazione di una coesione convincente per mettere in atto politiche che preparino la crescita. Capisco che se si fa un semplice rapporto tra i due discorsi si genera un equivoco. Ma non è così. Ed è giusto che Monti abbia fatto questo discorso e la Lagarde abbia fatto il suo discorso.

 

La sostanza quindi è che i due discorsi potrebbero essere complementari a livello politico.

 

Penso che sia proprio così. Il risanamento dei conti italiani operato dal “governo dei tecnici” è la dimostrazione che l’Italia ha rispettato scrupolosamente i suoi impegni, quindi nessuno può dire qualche cosa all’Italia. D’altro canto, su una platea molta più vasta, Christine Lagarde invita i “falchi” del rigore di tutta Europa a prendere atto delle operazioni di risanamento e a mutare il loro atteggiamento, promuovendo quella coesione indispensabile per il rilancio e la crescita dell’Europa che può avvenire nel giro di qualche anno.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
13/10/2012 - Anche Fmi boccia Monti & C. (Carlo Cerofolini)

Che le reiterate manovre di rigore & tasse del sobrio governo tecnico portino alla rovina - senza nessuna possibilità di crescita futura, checché se ne dica - e alla rottura della coesione sociale più che un sospetto è una certezza certificata pure da uno studio dell’Fmi. Studio che, oltre ad affermarlo, porta come esempio di scuola quello dell’Inghilterra dopo la prima guerra mondiale, dove appunto fu applicata una ricetta simile a quella di Monti & C., nel vano tentativo di riportare i conti in ordine, e dove l’unico risultato fu quello di impoverire il Paese e far aumentare il debito pubblico che raggiunse il 190%. Ciò premesso, per non finire definitivamente disastrati abbiamo solo queste due vie da seguire: 1)far sì che la Bce possa battere moneta e così metterci al riparo dalla speculazione internazionale; 2) uscire dall’euro, visto che oltre tutto Merrill Lynch dice che ci conviene e che a rimetterci da questa nostra mossa sarebbe soprattutto la Germania, che anzi dovrebbe pagarci per non farla. Tertium non datur.