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LEGGE DI STABILITA'/ Aumenta l'iva per le cooperative sociali e accise fisse sulla benzina

Pubblicazione:sabato 13 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:sabato 13 ottobre 2012, 11.12

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TASSE: AUMENTA L'IVA PER LE COOPERATIVE SOCIALI - Ipertassazioni e aumenti dell'iva nelle nuove norme introdotte dalla Legge di stabilità. Tolta la norma per una tassazione più favorevole per il Tfr, il trattamento di fine rapporto, in poche parole la liquidazione. Cambiano, infatti, le regole e vine meno la possibilità di poter usufruire della clausola di salvaguardia introdotta nel 2007. Allora, in occasione di un altro ridisegno dell’Irpef, l’opzione era stata introdotta per evitare che il prelievo sulla liquidazione, calcolato sulle sole aliquote fiscali dei cinque anni precedenti senza detrazioni risultasse più corposo. Si permetteva così di applicare, se più vantaggiose, le norme in vigore fino a fine 2006. Dal 2013 in poi tutto questo non sarà più possibile. Questa una delle novità introdotte dalla legge di Stabilità approvata dall'Esecutivo Monti che, però, non è ancora stata pubblicata in Gazzetta ufficiale. “È un meccanismo complesso- ha detto ieri il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli- Il taglio delle detrazione vale un miliardo, quello dell’Irpef ne vale 6,5, quindi ci sono 5,5 miliardi che resteranno nelle tasche degli italiani” ha detto il ministro. Un altro onere che non farà felice gli italiani riguarderà le accise sulla benzina che diventeranno stabili dal prossimo anno. Lo scorso agosto, infatti, era stata introdotta un'accisa sui carburanti di 0,42 centesimi al litro per permettere di finanziare alcune “emergenze” come, ad esempio, la ricostruzione di alcune zone terremotate quali Emilia e Abruzzo. Dal 2013, il prelievo diventerà stabile gravando costantemente sul prezzo alla pompa sia di gasolio che di benzina. Altra misura che farà certamente discutere e che mette a serio rischio la sopravvivenza di cooperative che offrono prestazioni socio sanitarie è l'aumento dell'iva che passa dall'attuale 4% al 10%. Un accrescimento che andrà ad incidere sulle aziende che prestano assistenza a tossicodipendenti, malati di Aids, portatori di handicap e minori in condizioni di disagio e che, di fatto, azzera le agevolazioni sinora applicate per questo tipo di attività che, sino ieri, avevano la possibilità di usufruire dell'iva al 4%. 


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COMMENTI
14/10/2012 - Vorrei sbagliare (Daniele Scrignaro)

Relativamente alle persone disabili, oltre all’aumento dell’IVA che procurerà disagi e servizi peggiori neppure pienamente valutabili adesso, mi risulta che è previsto il dimezzamento dello stipendio per i periodi di assistenza, per esempio, di un figlio ai genitori gravemente disabili (legge 104/1992). Non ho trovato numeri precisi, ma l’ordine di grandezza è di 100 milioni di euro (circa lo 0,01% del Pil), meno di 3/4 del costo di uno dei 90 cacciabombardieri che è stato già deciso di acquistare. Tre domande. Prima, perché il governo e il parlamento che approva si attaccano a queste briciole? Non si tratta di recuperare uno spreco perché quei disabili gravi se ricoverati costerebbero ben di più allo Stato. Non ne vedo motivo economico: se di fronte alle grandi necessità di recupero che raccontano si perde tempo con questi piccoli numeri, non si vuole affrontare il problema reale. O non si può? Da più parti si comincia a parlare di progetti internazionali di “affossamento” dell’Italia – stamani su una tv nazionale –: o sono “balle” o i nostri governanti sono o consenzienti (?!) o “obbligati” – democrazia paravento per oligarchia non è novità. Seconda domanda, perché l’Intergruppo parlamentare, e il suo ispiratore (Maurizio Lupi) tacciono? Tre opzioni: non lo reputano importante, può incrinare la cadrega, non possono. Terza, si sta tirando l’elastico senza spiegare, motivare. Dove vogliono portarci?