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IL CASO/ Perché l’Italia prende "a calci" le banche popolari anti-crisi?

Pubblicazione:domenica 14 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 14 ottobre 2012, 10.58

(Infophoto) (Infophoto)

Negli stessi giorni, le popolari italiane sono state nuovamente attaccate dall’Antitrust attraverso il documento annuale ai fini della legge sulla concorrenza. Partendo da una visione astratta della concorrenza si arriva a fare un chiaro riferimento strumentale allo scopo mutualistico, dimenticando che proprio grazie all’attuale disciplina e specificità le banche popolari hanno svolto un’insostituibile funzione anticiclica nei confronti dei territori e delle comunità.

Ma c’è un altro aspetto che qualifica in modo più evidente la connotazione mutualistica delle popolari che, rispetto a quanto si pensi, è andata rafforzandosi proprio durante la crisi attraverso uno sviluppo rilevante della loro capacità d’inclusione finanziaria: la crescita del numero dei rapporti con la clientela, famiglie e imprese, che ha superato quest’anno quota 13 milioni - un milione in più rispetto al 2008 - costituisce il segno, evidente, di un legame fra banche popolari ed economia reale che è andato consolidandosi e che dovrebbe essere valorizzato, come accade oltre confine, anziché svilito da una concezione che vuole costringere la realtà dentro lo stampo di una teoria astratta, in cui tutto risulta omologato a un modello unico di attività economica.



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