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LEGGE DI STABILITA'/ Tassate anche le pensioni di guerra e di invalidità

Pubblicazione:domenica 14 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 14 ottobre 2012, 10.45

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Il disegno di legge per la stabilità 2013 continua a far discutere. I due interventi su Iva e Irpef, ritenuti più eclatanti dopo l'approvazione avvenuta nel corso del Consiglio dei ministri di martedì, hanno sostanzialmente oscurato altre misure che in queste ore stanno emergendo rinfocolando le polemiche. Il governo è intervenuto innanzitutto sull’Irpef, riducendo l'aliquota sul primo scaglione (che dal 23 scende al 22%), e sul secondo (dal 27 al 26%), ma stabilendo allo stesso tempo l’aumento dell’Iva. Non viene infatti eliminato il previsto aumento di due punti, che sarebbe scattato dal primo luglio 2013, ma solamente dimezzato: l'Iva salirà dunque di un punto, dal 10 all'11% e dal 21 al 22%. Il problema è che, esaminando accuratamente il testo, diverse associazioni di categoria si sono rese conto che molte rendite che fino ad oggi sono rimaste protette dall'imposizione tributaria, da domani verranno tassate per la maggior parte dei contribuenti italiani. Tutta una serie di prestazioni, infatti, prima esentasse, verranno dunque sottoposte all'imposizione progressiva dell'Irpef per tutti i contribuenti che dichiarano oltre 15 mila euro annui lordi. Si parla ad esempio dei capitali riscossi in caso di morte in funzione dei contratti di assicurazione sulla vita, ma anche delle pensioni e delle indennità di accompagnamento per gli invalidi, le pensioni di guerra, le tredicesime e le indennità dei ciechi civili, le pensioni privilegiate dei militari e altro ancora.  Quindi, tutti coloro che dichiarano redditi oltre i 15 mila euro annui lordi, dovranno pagare l’imposizione tributaria per esempio sulle pensioni riconosciute ai militari di leva invalidi per cause di servizio, fino ad oggi esenti da tale misura proprio perché considerate risarcitorie. Verranno tassate anche le pensioni di guerra, riconosciute agli ex militari, agli invalidi e alle vedove e agli orfani. A tutto questo, fanno sapere le associazioni di categoria, si aggiungono gli effetti dello sconto Irpef e dell'aumento Iva, recentemente calcolati. E’ il Caf Cisl a far sapere che il primo vale al massimo 280 euro l'anno, mentre l’aumento dell'Iva, che ovviamente va a tassare i consumi, potrebbe far perdere alle famiglie tra i 273 euro e i 500 euro, in base ai calcoli effettuati dalle diverse associazioni. 


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COMMENTI
14/10/2012 - tassare le pensioni di guerra alle vedove:vergogna (Bruno Buonopane)

La corte costituzionale ha recentemente fatto esultare i "manager" pubblici perchè non può essere applicato il previsto prelievo del 5% sui redditi sopra 90.000 e del 10% oltre i 150.000€. Hanno esultato con loro anche docenti universitari e magistrati, categorie accomunate dal reddito, agganciato ai parlamentari e sempre pronte a fornire i migliori tecnici per governare la patria (se i parlamentari abdicano mantenendo lo stipendio). Presa in contropiede la loro delegazione di tecnici attualmente al governo, per provare a tappare la falla creata da tecnici apparentemente più bravi di loro, ha rimesso mano a rigore,crescita e equità e ha pensato che fosse ora di stanare dall'elusione fiscale fin qui perpetrata le vedove e gli orfani degli uomini che hanno dato i migliori anni della loro vita per la patria. Più che tecnici questi cominciano a somigliare agli scagnozzi dello sceriffo di Nottingham, guardatevi il cartone animato di Robin Hood. Spero non passi questa vergognosa iniqua norma, mentre asssistiamo allo spettacolo indegno di privilegi intoccabili, sprechi legalizzati, ruberie impunite. Che prima facciano la loro parte i ricchi e i potenti, i ladri restituiscano il maltolto, le mafie siano estirpate, i privilegi siano azzerati, nel frattempo lasciate stare le vedove e gli orfani, anche se con reddito > 15.000 (quanti mila sono per arrivare a 90? non ci vuole un gran tecnico)