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GIGANOMICS/ Btp Italia e tasse: gli onori e gli oneri di Monti in attesa di Consob e Alitalia

Pubblicazione:martedì 16 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 16 ottobre 2012, 13.37

Ritorno a Malpensa. Comunque gli uffici stampa cerchino di girarla, la situazione in Alitalia è a dir poco critica. Conti che non tornano, cassa integrazione, esuberi, tagli, ecc. È vero che la vita è difficile per tutte le compagnia aeree, ma nel caso di quella guidata da Roberto Colaninno lo è ancora più. Le ragioni sono tante e fra queste appare sempre più chiaro che c’è stata una scelta strategica sbagliata. Alitalia, perché ha la sua base di armamento a Roma e perché così volevano i sindacati e l’Air France, ha deciso di fare un solo hub a Fiumicino. E di concentrare lì i voli a lungo raggio, i più remunerativi. È successo quello che tutti si aspettavano: i viaggiatori, se devono andare da Milano a Washington e non hanno più il volo diretto, fanno scalo a Francoforte, Londra, Parigi, ma non a Roma. E l’Alitalia perde il traffico più ricco. Anche il ministro Corrado Passera si è accorto che la scelta di abbandonare Malpensa non è stata fra le più felici e, poche settimane fa, ha detto che va ripensata. Non poteva pensarci quando, da amministratore delegato di IntesaSanpaolo, ha fatto da banca di sistema finanziando la Cai di Colaninno?

 



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