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FINANZA/ I conti che lasciano "al buio" l’Italia

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Le previsioni del Fmi per l’Italia sono di -0,7% nel 2013 e +0,5% nel 2014. E persino un +1,2% per il 2015. Gli dobbiamo credere? Ma come mai tanti risultati errati? Cosa è successo al Fmi: gli si è rotto il pallottoliere? Niente di tutto questo. Al Fmi, come in tante università in tutto il mondo, credono ancora di poter misurare, e al limite prevedere il Pil, come se la misura del Pil potesse essere affidabile. E perché mai la misura del Pil non sarebbe affidabile? Lo abbiamo già detto tante volte, lo ripetiamo ancora: perchél’economia è frattale.

Questo vuol dire che la funzione di distribuzione sottostante non è una gaussiana (tipica dei fenomeni casuali, in cui gli eccessi sono rari), ma è una legge di potenza, cioè una funzione di distribuzione che favorisce gli eccessi. E questo porta a una conseguenza semplicissima, ma catastrofica. Nel caso di distribuzione gaussiana, le semplici quattro operazioni fondamentali (somma, sottrazione, moltiplicazione e divisione) hanno un senso, aiutano a trovare indicatori che danno una descrizione abbastanza indicativa dell’insieme considerato. Ma se la funzione di distribuzione è una legge di potenza, le quattro operazioni fondamentali non valgono più, non sono descrittive della realtà.

Per fare un esempio, se non vi sono eccessi in un determinato ambiente, se ho l’informazione che in media ogni persona mangia un pollo al giorno, posso ritenere ragionevolmente che nessuno soffra la fame. Ma se invece vi sono degli eccessi, lo stesso dato tende a darmi una certa informazione (che nessuno soffre la fame, tutti saranno in salute) mentre invece avrò, per ipotesi, il 25% di persone che soffre la fame e il 25% di persone che soffrono di obesità. Ora riflettiamo un attimo: cosa è il Pil? Il Pil è di fatto una somma di tutte le transazioni. Con il calcolo del Pil, si applica la funzione di somma in un ambiente frattale.

Ci si meraviglia ancora che le previsioni del Pil siano così spesso sbagliate, anzi, completamente sballate? Questi signori dell’economia, sono gli stessi che alzano il ditino contro la Grecia, pretendendo di dare lezioni di economia. Ma proprio questa crisi è il frutto della loro insipienza. Hanno preteso di rinchiudere l’economia nel loro schema ideologico, e ora non sanno più venire fuori dal vicolo cieco in cui si sono cacciati.

Intanto i sistemi di moneta complementare si diffondono sempre più: nuovi gruppi nascono, nuove iniziative prendono corpo, in Italia e all’estero. A Napoli l’amministrazione comunale si è inventata il “Napo”, una moneta complementare adottata per aiutare l’economia locale. Napoli è evidentemente un terreno fertile per tali iniziative, poiché da ormai cinque anni è presente il circuito Arcipelago Scec. A Bristol, cittadina inglese di cinquecentomila abitanti, hanno inaugurato il Bristol Pound.

Il mondo reale si muove, occorre che la politica ne prenda atto.

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