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Economia e Finanza

FINANZA/ I conti che lasciano "al buio" l’Italia

Le previsioni fatte dal Fondo monetario internazionale dicono che la nostra economia crescerà nel 2014. GIOVANNI PASSALI ci spiega perché dubitare di queste stime

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Non si sa se ridere o piangere. L’illuminato Monti, nell’ottica della spending review, ha deciso di spegnere le luci. Sì, ìi, proprio i lampioni. Con decreto del presidente del consiglio “su proposta del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture, nonché con il ministro dell’economia e delle finanze” verranno “stabiliti standard tecnici di tali fonti di illuminazione e misure di moderazione del loro utilizzo”. Tra queste lo “spegnimento dell’illuminazione ovvero suo affievolimento, anche automatico, attraverso appositi dispositivi, durante tutte o parte delle ore notturne”, “l’individuazione della rete viaria ovvero delle aree, urbane o extraurbane, o anche solo di loro porzioni, nelle quali sono adottate le misure dello spegnimento o dell’affievolimento dell’illuminazione, anche combinate fra loro”.

Ah, che visione strategica. Ci volevano i tecnici. Ci volevano loro. Un’idea illuminante. Tutti al buio. Buio pesto, buio nero. Proprio nero? No. Abbiamo “le misure dello spegnimento o dell’affievolimento dell’illuminazione, anche combinate fra loro”. Abbiamo praticamente “cinquanta sfumature di grigio”, sfumatura più, sfumatura meno. Il nostro SuperMarioMonti passerà alla storia per essere il primo ad aver varato una “finanziaria erotica”. Ma non sarà questo l’unico record del nostro SuperMario. Sarà pure il primo governo ad aver iniziato in recessione e aver chiuso il proprio mandato in recessione. Niente ripresa per l’anno prossimo, nonostante i precedenti annunci e le più ottimistiche previsioni. A quanto pare, se ne parla nel 2014. Quindi, per la conclusione di questa legislatura, di nuovo recessione.

Ma chi l’ha detto che ci sarà la ripresa nel 2014? Lo ha detto l’autorevolissimo International Monetary Fund, il famigerato Fondo monetario internazionale, proprio il terzo incomodo del terzetto, insieme a Bce e Ue, la famosa “troika”, che si presenta a ogni incontro con la Grecia, per bacchettare e sentenziare che così non va, ci vuole più rigore, più controllo, più tagli, più tasse, altrimenti niente prestiti, niente euro, farete una brutta fine.

La ripresa per l’Italia c’è nel 2014, lo ha detto l’autorevolissimo Fmi, nel suo recente “World Economic Outlook, October 2012 Edition”. Autorevolissimo? Certo! Che domande! Vogliamo metterlo in discussione? Chi osa farlo? Vogliamo controllare le previsioni? E controlliamole! Prendiamo, per esempio, proprio le previsioni sulla variazione percentuale del Pil degli ultimi tre anni, previsioni svolte negli anni precedenti. In colore rosso le previsioni da noi ritenute errate.

Vediamo un po’: su 24 previsioni, alla fine corrette ne sono risultate sei, a essere generosi. Circa un 25% di previsioni corrette. Ma questo solo nell’ipotesi che il Pil di quest’anno sia intorno al -2,3%. Ma secondo l’Istat, che compie rilevazioni trimestrali, al secondo trimestre 2012 siamo già al -2,6%, e la tendenza non è delle migliori.