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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Gli Usa dei derivati tornano a colpire

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In contrapposizione, l'NAHB homebuilder index, quello dei costruttori edilizi, è salito al massimo da sei anni a questa parte, dato che fa prevedere a Deutsche Bank un duplicazione del numero di nuove case nell'arco di sei mesi. A spingere il settore è in particolare la domanda di rifinanziamenti, visto che approfittando dei tassi di interesse praticamente azzerati dalla Federal Reserve, molti mutuatari stanno rinegoziando il vecchio contratto, magari chiedendo anche nuova liquidità. Secondo Jp Morgan, infatti, il 75% dei volumi sui prestiti generati nel terzo trimestre deriva da operazioni di rifinanziamento, figlie legittime della liquidità a cascata - anzi, dallo schema Ponzi - di Bernanke.

Nemmeno a dirlo, questa notizia ha ridato il là al mercato delle cartolarizzazioni di mutui, ovvero all'impacchettamento dei crediti ipotecari in prodotti derivati agganciati ai mutui che vengono acquistati direttamente dalla Fed, il male assoluto che ha dato il là alla crisi iniziata nel 2007. Eh già, perché voi pensate che le banche che erogano mutui abbiano paura di non essere ripagate per quei prestiti, invece non è così. Loro quei mutui mica se li tengono in pancia come liabilities, li vendono alle cinque sorelle - le grandi banche d'affari di Wall Street per tenere in vita le quali Bernanke inonda il mondo di liquidità - le quali a loro volta li impacchettano, mischiandoli e cartolarizzando il rischio che vendono a voi, ai vostri fondi pensione o a quelli di categoria che li pensano investimenti remunerativi e sicuri. Quindi, siete voi a pagare il rischio di insolvenza sui vostri mutui: le banche, se succede qualcosa, le salva il governo.

Quanto sta accadendo ha quindi la conseguenza positiva di far ripartire la domanda delle famiglie e il mercato immobiliare, ma il rovescio della medaglia è che per la ragione appena espressa alle banche interessa vendere contratti derivati a più non posso per ottenere profitti immediati, quindi offre mutui facili a tutti, al di là del merito di credito reale. Sicuri, al netto di questa fotografia degli Usa pre-elettorali, che il problema sia davvero la vecchia e indebitata Europa? Questo è il debito Usa al 15 ottobre scorso:


grafico

 

Proprio sicuri che dobbiamo prendere lezioni?

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COMMENTI
18/10/2012 - Il punto debole (Renato Mazzieri)

Il dubbio di Mauro Bottarelli non è solo fondato ma deriva da un fatto evidente: la moneta debito fondamentale (fiat money) è il dollaro (che non vale più nulla) e sarà il dollaro a far crollare l'intero sistema monetario e tutte le monete a corso legale, compresa quella della Cina. L'unico mezzo per evitare il conseguente collasso della economia nel suo insieme è EkaBank (www.ekabank.org).