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SPREAD/ Fortis: ecco perché l’Italia è ancora a rischio

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Su questo insisto da anni. Ci vuole una comunicazione più aggressiva da parte italiana sui mercati. È vero, ci sarà la corruzione, ci saranno tante cose che non vanno bene, ma ci sono cose che vanno bene e sono migliori di quelle che esistono in altri paesi. È possibile che nessuno guardi i dati Eurostat del 2011? Insomma, sono a disposizione di tutti e ci spiegano che la ricchezza delle famiglie italiane è seconda solo al Belgio. Segnalo poi una tabella pubblicata nell’ultimo Global Wealth Databook del Credit Suisse Resarch Institute elaborato da un economista (Shorrocks) dell’Università delle Nazioni Unite e da un altro economista (Davies) della Western University dell’Ontario, i due massimi esperti mondiali in materia di ricchezza. Evidentemente non sono il solo a sostenere che è utile rapportare il debito pubblico (in questo caso netto) alla ricchezza finanziaria netta delle famiglie per avere un quadro più completo della sostenibilità finanziaria delle diverse economie.

 

Cosa dice questo quadro rispetto all’Italia?

 

La situazione del debito pubblico italiano apparirebbe in tal caso più vicina a Germania e Francia, mentre peggiorerebbe molto la Spagna. Per non parlare di Grecia e Irlanda. È altrettanto interessante notare come il rapporto debito pubblico/ricchezza netta delle famiglie italiane dal 2000 al 2011 si sia mosso su un trend relativamente costante, mentre sono cresciuti molto i rapporti di Stati Uniti, Gran Bretagna, Irlanda, Spagna e Grecia.

 

Eppure l’Italia sembra sempre al centro di critiche e come una “sorvegliata speciale” sui mercati.

 

Quindi dobbiamo continuare a cercare di convincere i mercati che siamo molto meno ammalati degli altri. Anche perché le valutazioni degli analisti esteri - grazie anche alla nostra mancanza di comunicazione e al fatto che vengano trascurati tanti indicatori economici - non offrono affatto una percezione reale dell’Italia. E per tutto questo si è costretti a fare addirittura una politica prociclica, con sacrifici che sono paragonabili a quelli della Grecia, senza essere affatto la Grecia e neppure la Spagna.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
22/10/2012 - paradossi e valutazioni della ricchezza nazionale (antonio petrina)

Il prof Fortis si batte da anni nella esatta valutazione della ricchezza nazionale ,ma già Einaudi propose di risolvere il paradosso della ricchezza nazionale valutandone statisticamente anche i debiti dei privati(1933),che oggi giustamente la Banca d'Italia nel suo Rapporto n.3/2012 a pag. 17 sulla stabilità finanziaria della famiglie valuta confermando il bassa indebitamento delle famiglie italiane e l'assenza di bolle immobiliari . Allora è la Comunità europea (rectius: Eurostat) cioè la statistica europea che resiste al suddetto paradosso valutativo della riccchezza dei paesi UE,considerando e distinguento nella ricchezza nazionale dei paesi UE tra debiti pubblici e debiti privati?