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VERTICE UE/ Merkel-Hollande, la finta lite che fa respirare l’Italia

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Angela Merkel e Francois Hollande (Infophoto)  Angela Merkel e Francois Hollande (Infophoto)

Inoltre, l’Europa ha finalmente messo in moto il meccanismo dell’Esm. Certo, al solito il primo passo di uno strumento europeo si rivela più che mai macchinoso e snervante. Non sarà facile l’accordo sulla supervisione bancaria: la Germania un po’ frena, sotto la pressione delle casse locali dai conti spesso avventurosi, un po’ accelera subordinando all’Unione bancaria l’avvio degli aiuti. Ma la macchina, tra tanti stop and go, comunque è partita.

Il risultato? L’Europa, stavolta, non si è limitata a guadagnare tempo in attesa di un accordo politico, ma si è spinta ben più in là. Non a caso i mercati finanziari hanno riavviato, con una certa energia, il processo di riavvicinamento degli spread. I capitali, fuggiti dalla periferia del Sud Europa, stanno tornando su Btp e listini azionari della periferia. È la premessa fondamentale per ridurre la forbice dei tassi e riavviare un ciclo di investimenti in Italia e Spagna. Tutto bene purché non si dimentichi che, per ora, è un processo solo finanziario. Ovvero basta un click al terminale elettronico per far ripartire la grande fuga nel caso il processo europeo si inceppi di nuovo oppure che qualcuno si illuda che la “festa può ricominciare” dopo l’austerità.

Sarebbe un grande peccato non sfruttare l’occasione. Un anno fa, al meeting del Fmi, l’Italia era l’imputata numero uno per l’incapacità a far fronte agli impegni in materia di austerità. Stavolta, gli strali del Fondo hanno colpito i teorici tedeschi del rigore a ogni costo. Troppa austerità, ha dimostrato il chief economist Olivier Blanchard, fa male. Oggi come ieri: la ricetta del rigore assoluto si rivelò inefficace per abbassare il debito pubblico inglese dopo la Prima guerra mondiale, pur provocando guasti devastanti per lo sviluppo. Al contrario, la strategia americana dopo il secondo conflitto mondiale permise di conciliare crescita e rientro della finanza. Il segreto? Una politica monetaria molto aggressiva, capace di schiacciare in basso i tassi di interesse anche al prezzo di far ripartire l’inflazione, il grande toccasana dei debitori, tra cui primeggiano Usa, Giappone, Italia ma anche altri paesi visto che il rapporto debito/Pil nell’area Ocse è ormai al 110%.


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COMMENTI
20/10/2012 - commento (Moeller Martin)

Fra poco più di due mesi dovrebbe entrerà in vigore il fiscal compact, la BCE assumerà direttamente il controllo di quasi tutte le banche europee ed ai tanti politici che invocano una maggiore integrazione in Europa è stato chiarito cosa comporta l'integrazione dal lato pratico. Quindi fra 2 mesi avremo in Europa l'obbligo costituzionale al pareggio di bilancio con tanto di sanzioni in automatico, l'obbligo per tutti i paesi a ricondurre il proprio debito pubblico al 60% del PIL, la BCE che imporra un controllo rigidissimo alle banche per evitare futuri default. Bertone e molti altri geni nostrani non hanno ancora capito che per il suo alto tasso di sofferenza bancario in Italia la supervisione targata BCE equivale ad una stretta creditizzia micidiale. O qualcuno pensava davvero che l'Europa avrebbe adottato le politiche ecconomiche di Vendola, Casini o Fassina?