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VERTICE UE/ Merkel-Hollande, la finta lite che fa respirare l’Italia

Pubblicazione:venerdì 19 ottobre 2012

Angela Merkel e Francois Hollande (Infophoto) Angela Merkel e Francois Hollande (Infophoto)

Insomma, accanto alla necessità di insistere nella politica di risanamento dei conti, si profila una strategia per accelerare la soluzione del problema dei problemi: il debito pubblico. Certo, la terapia suona blasfema alle orecchie della Bundesbank, che freme alla sola idea dell’inflazione. Ma la signora Merkel, che medita un taglio delle tasse per dar fiato all’economia e che è alle prese con problemi sul fronte del welfare (vedi pensioni) non meno gravi di quelli italiani non è poi così insensibile a riscoprire la lezione di Keynes.

In sintesi, a Bruxelles in questi giorni si sprecheranno i soliti sorrisi ma anche le consuete punture di spillo e le divisioni anche violente (soprattutto quando si tratta di versar quattrini...). Però, sotto sotto si comincia ad ascoltare una musica armonica, capace di placare i tassi dei Btp e a far rialzare gli “animal spirits” dell’economia.



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COMMENTI
20/10/2012 - commento (Moeller Martin)

Fra poco più di due mesi dovrebbe entrerà in vigore il fiscal compact, la BCE assumerà direttamente il controllo di quasi tutte le banche europee ed ai tanti politici che invocano una maggiore integrazione in Europa è stato chiarito cosa comporta l'integrazione dal lato pratico. Quindi fra 2 mesi avremo in Europa l'obbligo costituzionale al pareggio di bilancio con tanto di sanzioni in automatico, l'obbligo per tutti i paesi a ricondurre il proprio debito pubblico al 60% del PIL, la BCE che imporra un controllo rigidissimo alle banche per evitare futuri default. Bertone e molti altri geni nostrani non hanno ancora capito che per il suo alto tasso di sofferenza bancario in Italia la supervisione targata BCE equivale ad una stretta creditizzia micidiale. O qualcuno pensava davvero che l'Europa avrebbe adottato le politiche ecconomiche di Vendola, Casini o Fassina?