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GEOFINANZA/ I 120 miliardi che possono cambiare l’Europa

Pubblicazione:sabato 20 ottobre 2012

Francois Hollande e Angela Merkel (Infophoto) Francois Hollande e Angela Merkel (Infophoto)

Le notizie che arrivano dalla Grecia, con la morte di un uomo durante le proteste di piazza contro i tagli, sono la tragica conferma di quanto sia alto il prezzo che l’Europa rischia di pagare alla politica dell’austerità a tutti i costi. Il risanamento di bilancio non può essere insensibile alle istanze sociali più elementari e va assolutamente accompagnato alla difesa dei diritti di cittadinanza e della dignità delle persone. Per creare  un'Unione economica e monetaria sostenibile occorre pertanto costruire un nuovo pilastro sociale, un Patto sociale europeo. 

Bene ha fatto quindi Hollande a ricordare in questi giorni la necessità di mettere all'opera le decisioni a favore della crescita e dell'occupazione decise nel vertice dello scorso giugno. Si tratta di 120 miliardi di euro da iniettare nelle nostre economie per creare sviluppo e dare lavoro. Rifiutando qualsiasi fatalismo e rigettando il pensiero unico pro-austerità, Francois Hollande si sta candidando alla leadership politica e morale di un nuovo modello alternativo di Europa in grado di promuovere crescita  e maggiore occupazione. 

Il Presidente francese deve tuttavia fare attenzione a non cadere nella trappola istituzionale. Proporre la creazione di un'Europa a due velocità, come da lui evocato sulle colonne di Le Monde, è un autogol. L'unità dell'Unione europea è un principio democratico fondamentale. L'Europa porta in sé un messaggio di unità e non di divisione. Creare un'Europa di serie A e un'Europa minore indebolirebbe pertanto il progetto europeo. "Unità nella diversità" è il motto dell'Unione europea. Di queste due parole, i nostri leader europei sembrano tuttavia avere dimenticato l'importanza della prima. Tocca a noi ricordarglielo.  



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