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Economia e Finanza

FINANZA/ Perché la Merkel "preferisce" la Spagna all'Italia?

Mariano Rajoy e Angela Merkel (Infophoto)Mariano Rajoy e Angela Merkel (Infophoto)

Da venerdì sera 19 ottobre è evidente che se Madrid farà la richiesta, i 40 miliardi andranno ad accrescere il suo debito pubblico e saranno accompagnati da “condizionalità” (una lettera analoga a quella ricevuta a Roma lo scorso novembre e che ha innescato il cambiamento di Governo in Italia), nonché da un programma di vigilanza. Sinora, Madrid non è stata destinataria di richieste simili, nonostante la Spagna sia da tempo in condizioni non certo migliori dell’Italia.

Le interpretazioni sulle ragioni della disparità di trattamento possono essere le più varie. Probabilmente, nessuno vuole che Rajoy faccia un passo indietro e si accentui il separatismo catalano, basco e via discorrendo, riportando il Paese ai tempi delle "guerre carliste".

Vediamo il quadro dal punto di vista della Signora Merkel. Una richiesta di aiuto da parte della Spagna non potrebbe - dopo la sentenza della Corte Costituzionale tedesca - che portare a un dibattito al Bundestag. Attenzione, anche ove non ci fosse stata la sentenza della Corte, il dibattito sarebbe necessario per le ragioni giuridiche illustrate su questa testata il 19 settembre. Difficile prevedere i risultati del dibattito: a Berlino c’è chi teme una possibile sfiducia prima delle elezioni in importanti Länder il prossimo settembre. Una Repubblica federale tedesca con serie difficoltà di politica interna non conviene a nessuno.

La domanda che si pone è sino a quando Angela Merkel e Mariano Rajoy riusciranno a tenere il gioco - un galleggiamento di equilibri molto delicati. E quali le implicazioni per l’Italia? Se l’"equilibrio alla Nash" (dinamico, quindi, non statico) tra Spagna e Germania tiene, non è da escludere che i mercati internazionali rivolgeranno la loro attenzione a una Roma dove non si sa ancora in base a quali regole il 7 aprile si andrà a rinnovare Camera e Senato. C’è poco da stare allegri.

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COMMENTI
24/10/2012 - La Spagnia gode della stima europea (Moeller Martin)

La Spagna gode di buona stima mentre all'Italia ridono dietro. E non illudiamoci che siano così stupidi da credere al bluff del governo Monti o che condividano il commissariamento dell'intero paese da parte di un presidente ex-stalinista. La Spagna ha da tempo in tasca l'accordo per l'intervento del fondo ESM, ma deve attendere che questo diventi operativo ad inizio 2013, ovvero dopo l'approvazione del fiscal compact e della sentenza dell'alta corte europea circa la sua legittimità. Riguardo il finanziamento diretto delle banche, questo sarà possibile solo in futuro e quindi non applicabile alla Spagna oggi. Infatti il concetto si basa sulla constatazione che l'Europa dovrebbe comunque intervenire per coprire eventuali disavanzi e quindi è del tutto logico cercare di prevenire tali eventi sottoponendo gli istituti bancari al controllo della BCE. Ma senza controlli e quindi senza corresponsabilità, non si può affidare i soldi dei contribuenti ad una banca che per di più si trova in dissesto ecconomico.