BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Perché la Merkel "preferisce" la Spagna all'Italia?

Per GIUSEPPE PENNISI, le ultime uscite della Merkel non sarebbero spari a salve, ma pallottole ben mirate e in certo qual modo concordate con il Presidente del Consiglio spagnolo Rajoy

Mariano Rajoy e Angela Merkel (Infophoto)Mariano Rajoy e Angela Merkel (Infophoto)

Come lo si racconta nei “corridoi del potere” (vero o presunto) di Bruxelles e, soprattutto, al ristorante Eisenstein di Berlino - quello sulla Unter den Linden all’angolo con il Ministero federale dell’economia - sembrerebbe trattarsi di una “commedia all’italiana”, quelle a basso costo degli anni Cinquanta, firmate da Steno e con Totò e Yvonne Sanson come protagonisti. Invece, la materia è molto seria.

In breve, all’eurovertice della settimana scorsa, il Cancelliere Angela Merkel ha lanciato due colpi a sorpresa: la proposta (poi ritirata) della nomina di un supercommissario all’analisi preventiva dei bilanci di previsione dei 17 dell’eurozona e la richiesta (accettata dal resto del Consiglio europeo) che il finanziamento per la ricapitalizzazione di istituti bancari non potrà essere retroattivo ma potrà essere effettuato dall’European stability mechamism, Esm (comunemente chiamato il Fondo salva-Stati), solamente dopo che sarà entrato in vigore il nuovo sistema europeo di vigilanza bancaria (quindi non prima del 2014).

Non si tratterebbe di spari a salve, ma di pallottole ben mirate e, in certo qual modo concordate tra il Cancelliere e il Presidente del consiglio spagnolo, Mariano Rajoy. Perché i due leader hanno un interesse e un obiettivo convergente: evitare che la Spagna faccia domanda ufficiale di accesso al Salva-Stati e, quindi, all’Outright monetary transactions (Omt) della Banca centrale europea (Bce). Per Rajoy, una domanda ufficiale di aiuto vorrebbe dire non solamente “perdere la faccia” (aspetto, peraltro, a cui gli spagnoli danno molta importanza), ma anche subire un forte aumento del debito pubblico.

Il resto dell’eurozona si è impegnato a mettere a disposizione della Spagna sino a 100 miliardi di euro per salvare un sistema bancario sull’orlo del tracollo (ma solo una piccola parte è effettivamente disponibile). A metà ottobre, Madrid avrebbe fatto sapere, tramite canali diplomatici, che ne avrebbe utilizzati 40 (ammesso che fossero in cassa). L’ipotesi di Madrid era che gli “aiuti” sarebbero andati direttamente alle banche, del cui rimborso gli istituti medesimi sarebbero stati responsabili.


COMMENTI
24/10/2012 - La Spagnia gode della stima europea (Moeller Martin)

La Spagna gode di buona stima mentre all'Italia ridono dietro. E non illudiamoci che siano così stupidi da credere al bluff del governo Monti o che condividano il commissariamento dell'intero paese da parte di un presidente ex-stalinista. La Spagna ha da tempo in tasca l'accordo per l'intervento del fondo ESM, ma deve attendere che questo diventi operativo ad inizio 2013, ovvero dopo l'approvazione del fiscal compact e della sentenza dell'alta corte europea circa la sua legittimità. Riguardo il finanziamento diretto delle banche, questo sarà possibile solo in futuro e quindi non applicabile alla Spagna oggi. Infatti il concetto si basa sulla constatazione che l'Europa dovrebbe comunque intervenire per coprire eventuali disavanzi e quindi è del tutto logico cercare di prevenire tali eventi sottoponendo gli istituti bancari al controllo della BCE. Ma senza controlli e quindi senza corresponsabilità, non si può affidare i soldi dei contribuenti ad una banca che per di più si trova in dissesto ecconomico.