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Economia e Finanza

GIGANOMICS/ Ermolli "incanta" Pisapia per la Scala e Renzi si "perde" Profumo

Renzi scorda Profumo. I giornali di sabato e domenica hanno riportato le cronache dell’ultima sortita di Matteo Renzi dopo la malaugurata cena con il finanziere Davide Serra. A Pierluigi Bersani che lo criticava per quell’incontro con un signore che ha sede alle Cayman, ha risposto che il Pd non può dare lezioni a nessuno in materia di finanza. E ha ricordato l’appoggio ai capitani coraggiosi che scalarono Telecom Italia e il disastro del Monte dei Paschi di Siena. Posso aggiungere un dettaglio, già noto ma interessante da ricordare? In quella banca, tuttora controllata da una Fondazione in mano agli enti locali e dunque al Pd, è arrivato come presidente, dotato di ampi poteri, Alessandro Profumo. I vertici nazionali Pd, a partire dal presidente Rosi Bindi, hanno pubblicamente lodato questa scelta. Mi permetto di richiamare l’attenzione sul fatto che Profumo è indagato dalla Procura di Milano per una frode fiscale da 250 milioni, che avrebbe compiuto quando era amministratore delegato di Unicredit. Ora, Bersani, ha detto a Renzi e a tutti noi che frequentare un finanziere con sede ai Caraibi non sta bene. E ha ragione. Ma ci dica anche: assumere un banchiere sotto indagine per aver frodato milioni allo Stato è una bella azione? Una risposta sarebbe illuminante sull’etica prevalente nel Pd.

 

Mattoni di Stato. Il governo ha ripetuto di voler vendere il patrimonio immobiliare, ricavandone circa 13-15 miliardi per cinque anni, da utilizzare per abbattere il debito pubblico. L’attuale esecutivo sa bene che saranno soprattutto gli investitori istituzionali a sedersi al tavolo di questa complessa partita. Dovrebbe spiegarlo con chiarezza a coloro che si candidano a succedergli dopo le elezioni (il Pd e Vendola) che invece in ogni occasione pubblica, in ogni comparsata televisiva, descrivono la finanza come una sorta di Spectre che mette paura persino alla mafia. Un Paese con 2 mila miliardi di debito, per oltre la metà collocato sui mercati internazionali, deve stare molto attento a muoversi e a parlare.

 

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