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LEGGE DI STABILITA'/ Irpef e Iva, ecco dove ha sbagliato Grilli

Pubblicazione:mercoledì 24 ottobre 2012

Vittorio Grilli (Infophoto) Vittorio Grilli (Infophoto)

Si riaccende il dibattito sulla legge di stabilità e i suoi effettivi benefici per le tasche degli italiani. Secondo il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, il combinato del taglio dell'Irpef e le rimodulazioni su deduzioni e detrazioni avrà effetti positivi per “il 99% dei nostri contribuenti”: un’affermazione che in poco tempo ha scatenato una valanga di critiche. La prima è arrivata dall’Istat, secondo cui i deboli segnali di ripresa dell'economia italiana potrebbero essere fortemente minati dalla manovra finanziaria varata dal governo. È stato poi il turno del presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, convinto che l’intervento su Irpef e Iva potrà rivelarsi “sfavorevole per i contribuenti Irpef collocati nelle più basse classi di reddito”. Poco dopo è giunto anche il ben più deciso commento di Bankitalia, secondo cui sarebbe addirittura “prudente prevedere contenute misure correttive in primavera”. L’intervento sull’Irpef, ha fatto sapere il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, “compensano parte del drenaggio fiscale dell'ultimo quinquennio e riducono leggermente il cuneo fiscale sul lavoro, ma non arrecano benefici ai contribuenti con redditi inferiori alla soglia di esenzione dall'imposta”. Il governo resta invece convinto che nella manovra fiscale contenuta nella legge di stabilità, “il vantaggio complessivo va per il 54% a favore di contribuenti con lavoro dipendente, per il 34% a pensionati, il 10% ai cittadini con reddito da lavoro autonomo, il restante 2% agli altri”. Nel dettaglio, il beneficio medio pro capite è di 160 euro con un massimo fra i 25mila e i 45mila euro di reddito (220-230 euro). Le dichiarazioni di Grilli non convincono però neanche Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, contattato da ilsussidiario.net.



 Come mai? 

 

Perché è evidente che per le famiglie con figli a carico l’eliminazione delle detrazioni provocherà un aggravio certamente maggiore rispetto ai singoli. Considerando anche altri aspetti della manovra, qualche famiglia potrebbe in effetti anche guadagnare qualcosa, ma senza dubbio una buona parte dei nuclei familiari inevitabilmente ci rimetterà.

 

Con quali conseguenze? 

 

Questo risulterà particolarmente dannoso in quanto in Italia, rispetto ad altri paesi europei, il vero problema è rappresentato da un’imposta personale sul reddito che continua a non essere abbastanza favorevole per la famiglia. Quanto stabilito dal governo andrà dunque ad accrescere ulteriormente tale inconveniente. Senza poi contare l’aumento dell’Iva…

 

Perché, che effetto avrà l'incremento delle aliquote all'11% e al 22%?

 

Accompagnato da questa apparente riduzione d’imposte, l’aumento dell’Iva provoca una redistribuzione dei carichi fiscali che ovviamente comporterà una perdita per molte famiglie, quindi non è affatto vero che tutti i contribuenti beneficeranno di tali interventi. Inoltre in questo particolare caso non è stato ancora calcolato esattamente l’effetto negativo inflazionistico.

 

Qual è allora la sua conclusione?


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COMMENTI
24/10/2012 - Benefici per gli Italiani? Questione di atti. (claudia mazzola)

Qui a Bs c'è un atto di furto al dì. Stamattina al super fregato al volo un incasso. Sarà perchè non c'è lavoro e la gente delinque, non sa più che fare. La politica si faccia un atto di coscienza.