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FINANZA/ Borghi: Monti e Napolitano sbagliano, l’euro è la nostra rovina

Mario Monti e Giorgio Napolitano (Infophoto) Mario Monti e Giorgio Napolitano (Infophoto)

Il governo. Non ci sarebbe stata gran differenza tra chiedere aiuto o no, tanto ci stanno già facendo fare quello che vogliono loro.

 

Napolitano ha anche difeso in modo vigoroso il sistema creditizio italiano, dicendo che è solido e che la Banca d'Italia ha ben vigilato.

 

Attenzione: di sicuro il nostro sistema bancario non ha finanziato in maniera imprudente il debito privato come successo in Spagna, non ci sono state bolle immobiliari o simili. Il nostro sistema bancario ha invece finanziato e molto il debito pubblico. Buona parte delle emissioni di Stato sono state comprate dalle banche. Diciamo che in condizioni normali, quando il debito pubblico era considerato privo di rischio, tutto questo non avrebbe creato problemi. Ora invece siamo in una situazione in cui il debito pubblico italiano è diventato rischioso. E nel momento stesso in cui lo spread sale il reparto bancario soffre.

 

Sia Monti che Napolitano si sono raccomandati di non abbandonare il percorso intrapreso con l'Unione europea.

 

Son capaci di tutto. Vedere un Capo dello Stato che si augura vengano mantenute determinate politiche lo vivo con estremo fastidio. Il fatto è che, dato il ruolo di garante che ricopre, non dovrebbe dire quali politiche sono buone e quali cattive. 

 

Ha anche detto agli italiani di tenere conto dell'esperienza Monti.

 

Io dico soltanto che questo governo ci ha portato in uno stato di recessione, la più grave al mondo, fatta salva la Grecia che è un caso a parte. La gente crede che tutto il mondo sia in recessione, ma non è così. La crescita dell'Europa è piatta, i dati del Fmi parlano chiaro: l'Italia è ultima al mondo.

 

Lei che politica economica seguirebbe invece?


COMMENTI
25/10/2012 - I nostri debiti sono in Euro (Moeller Martin)

Abbiamo debiti per 2.000 milliardi di Euro, che diventerebbero 4.000.000 di millairdi di Lire se uscissimo dall'Euro. In entrambi i casi ed in un modo o nell'altro, dobbiamo pagarli. Già è assurdo pensare che se non riusciamo a competere in Euro con il 2% di spread ciò sia possibile in Lire con il 15% all'anno di 'svalutazioni competitive', la conseguente inflazione e pagando in banca interessi del 20%. Ma questi imbecilli scordano che il nostro debito è in Euro e quindi sale in meno di 5 anni a 6.000.000 di milliardi di Lire. Premesso, badate bene, che per 5 anni il bilancio resti in pareggio. Allora questi geni suggeriscono che basterebbe non pagare i nostri debiti. Siamo alla follia pura, perchè equivale al default dell'Italia, ovvero la Lira si azzera e con essa tutte le risorse finanziarie del paese, siano esse pubbliche o private, con conseguente arresto di ogni attività commerciale ed ecconomica in Italia. Niente lavoro, niente paghe, niente pensioni, niente servizi, niente di niente. Non moriremo di fame solo grazie agli aiuti alimentari internazionali. In Argentina questo blocco era durato oltre 2 anni.