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FINANZA/ Borghi: Monti e Napolitano sbagliano, l’euro è la nostra rovina

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Mario Monti e Giorgio Napolitano (Infophoto)  Mario Monti e Giorgio Napolitano (Infophoto)

La mia ricetta è chiara bisogna uscire dall'euro. È una posizione abbastanza diffusa fra la gente, a seconda dei sondaggi fino al 30-35%. Purtroppo è una posizione largamente sotto rappresentata dal punto di vista politico. Dal punto di vista economico non sono un pazzo a dire questo, lo dicono fior di economisti al mondo e anche premi Nobel che in modo documentato chiariscono l'insostenibilità della situazione attuale, eppure sembra si stia parlando di un tabù.

 

Immagino che vedrà negativamente anche la legge di stabilità.

 

La vedo negativamente, ma non tanto perché chiede un prelievo oneroso, ma perché contribuisce a quella confusione legislativa che ci ha bloccato. La notizia che hanno tentato di allargare la platea degli esodati con un prelievo dei redditi alti è la rappresentazione plastica di perché non andiamo da nessuna parte. Se fossi un fortunato possessore di reddito medio-alto andrei subito all'estero.



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COMMENTI
25/10/2012 - I nostri debiti sono in Euro (Moeller Martin)

Abbiamo debiti per 2.000 milliardi di Euro, che diventerebbero 4.000.000 di millairdi di Lire se uscissimo dall'Euro. In entrambi i casi ed in un modo o nell'altro, dobbiamo pagarli. Già è assurdo pensare che se non riusciamo a competere in Euro con il 2% di spread ciò sia possibile in Lire con il 15% all'anno di 'svalutazioni competitive', la conseguente inflazione e pagando in banca interessi del 20%. Ma questi imbecilli scordano che il nostro debito è in Euro e quindi sale in meno di 5 anni a 6.000.000 di milliardi di Lire. Premesso, badate bene, che per 5 anni il bilancio resti in pareggio. Allora questi geni suggeriscono che basterebbe non pagare i nostri debiti. Siamo alla follia pura, perchè equivale al default dell'Italia, ovvero la Lira si azzera e con essa tutte le risorse finanziarie del paese, siano esse pubbliche o private, con conseguente arresto di ogni attività commerciale ed ecconomica in Italia. Niente lavoro, niente paghe, niente pensioni, niente servizi, niente di niente. Non moriremo di fame solo grazie agli aiuti alimentari internazionali. In Argentina questo blocco era durato oltre 2 anni.