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FINANZA/ Spagna e Grecia, due "cannonate" per Napolitano e Draghi

Pubblicazione:giovedì 25 ottobre 2012

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Di più, la zona euro è sprofondata ancora più nella crisi: a ottobre l’indice dei responsabili degli approvvigionamenti ha subito un nuovo e inatteso calo, a 45,8 punti dai 46,1 punti di settembre, segnando il valore più debole da 40 mesi a questa parte. Lo riferisce la società di ricerche Markit Economics, precisando che la contrazione del Purchasing Managers Index riflette un calo dell’attività tra le imprese dell’industria manifatturiera, mentre nel terziario la dinamica è risultata più stabile. «La zona euro è sprofondata ancora di più nella crisi all’inizio del quarto trimestre - afferma Markit con un comunicato - con la produzione cumulativa dei settori manifatturiero e terziario in discesa al tasso più rapido dal giugno del 2009».

Siamo proprio sicuri che questa cura da cavallo a base di tecnocrati, austerity e continua creazione di nuovo debito tra emissioni forzate e swap, stia curando il malato? O, forse, la volontà non è quella di curare ma di ammazzare selettivamente? Attenzione, poi, il caos greco sta per ripartire. È questione di giorni. Pochi. E nemmeno l’ennesima riproposizione della stentata ricetta pro-inflazionistica fatta ieri da Mario Draghi di fronte al Bundestag potrà placare i mercati (e i tedeschi), una volta che il Re europeo sarà veramente nudo.

Già, perché proprio mentre Draghi parlava, si consumava l’ennesima pantomima. Il ministro delle Finanze della Grecia, Yannis Stournaras, annunciava infatti che Atene aveva ottenuto, come richiesto, altri due anni di tempo per centrare i propri obiettivi di risanamento dei conti, con il nuovo termine fissato ora al 2016 anziché al 2014. Pochi minuti e un portavoce del governo tedesco negava decisamente che questo fosse accaduto, facendo intendere che la troika non solo non ha dato il via libera alla dilazione ma, anzi, avrebbe parecchi appunti da muovere contro Atene, forse mettendo addirittura a rischio la nuova tranche di aiuti. Ora ditemi voi, come speriamo di salvarci dai mercati finché succedono cose simili? Forse con le belle intenzioni e i pochi fatti di Mario Draghi e dei suoi bazooka?

 

P.S. «Fino ad ora l’Italia non ha ricevuto un solo euro dall’Europa e non è prevedibile, né all’ordine del giorno, nessuna richiesta di aiuti». Lo ha assicurato Giorgio Napolitano durante la conferenza stampa all’Aja, al termine del colloquio con il primo ministro dei Paesi Bassi, Mark Rutte, sottolineando che finora il nostro Paese «ha dato un contributo importante per gli aiuti e non ha avuto un euro». Ahi ahi, quando si comincia a negare il bisogno, tira brutta aria...



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