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Economia e Finanza

FINANZA/ Spagna e Grecia, due "cannonate" per Napolitano e Draghi

Ci sono dati che non sembrano lasciare via di scampo alla Spagna. E non è detto che l’Eurozona possa riuscire a reggere il contraccolpo di un salvataggio. L’analisi di MAURO BOTTARELLI

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Mentre negli Usa si consumava l’ultimo dei tre dibattiti per le presidenziali, Moody’s tagliava il rating di cinque regioni spagnole, fra le quali la ricca e irredentista Catalogna, dopo aver confermato la propria valutazione sulla Spagna nei giorni scorsi a “Baa3” con outlook negativo e mettendo nel mirino anche Estremadura, Castiglia-La Mancha, Andalusia e Murcia. Il downgrade sarebbe dovuto al «deterioramento della loro posizione di liquidità, alle riserve di liquidità limitate e alla significativa dipendenza a linee di credito a breve termine per finanziare le loro operazioni».

Il rating della Catalogna è stato tagliato a “Ba3” da Ba1”,così come quello di Murcia. La valutazione sull’Andalusia è stata ridotta a “Ba3” da “Ba2”, mentre quello di Castiglia-La Mancha a “Ba3” da “Ba1”. Il rating dell’Estremadura è stato ridotto di un gradino a “Ba1” da “Baa3”, una decisione «che riflette il persistente elevato deficit e la debole posizione di liquidità». Moody’s ha invece confermato la propria valutazione sui Paesi Baschi e sulla provincia di Biscaglia a “Baa2”: «Il regime fiscale unico e tutelato dalla Costituzione consente loro di mantenere un rating superiore di un gradino a quello sovrano della Spagna». E dopo la travolgente vittoria degli indipendentisti alla elezioni di domenica, qualcuno potrebbe leggere il giudizio di Moody’s come una benedizione dei mercati alle spinte secessioniste. Per l’agenzia di rating, infatti, «i loro limitati bisogni di finanziamento per il 2012 e il 2013 e la loro posizione di liquidità limitano l’impatto delle difficili condizioni di mercato sulle loro performance finanziarie». Il rating delle regioni di Castiglia y Leon, Galizia e Madrid è stato confermato a “Baa3”, mentre resta a “B1” quello di Valencia: «La valutazione già riflette l’elevato debito e la limitata liquidità».

Insomma, salvo pochissime eccezioni, un quadro a dir poco sconfortante per le Generalitat spagnole. Non c’è che dire, federalismo responsabile al suo meglio! D’altronde che le regioni iberiche avessero una certa propensione allo sforamento dei conti lo conferma il fatto che la Spagna si sia dotata di un fondo per il salvataggio delle Generalitat in difficoltà da ben 18 miliardi di euro, mica due lire. Bene, vediamo nel dettaglio i fondi già richiesti dalle varie regioni: Catalogna 5,023 miliardi di euro, Andalucia 4,906 miliardi di euro, Comunidad Valenciana 4,500 miliardi di euro, La Mancha 848 milioni di euro, Canarie 757 milioni di euro, Murcia 528 milioni di euro, Baleari 355 milioni di euro e Asturie 261,7 milioni di euro. Totale: 17,179 miliardi di euro.