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GIGANOMICS/ Batman for President. Basta che voli a Roma senza monopolio

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Renzi su Bazoli. Ha rottamato il termine rottamazione e ha moderato il suo linguaggio. Però, il sindaco di Firenze e sfidante di Pierluigi Bersani alle primarie del Pd, un risultato lo ha avuto, una spallata alla vecchia classe dirigente l’ha dato: Walter Veltroni se n’è andato, Massimo D’Alema ha detto che (forse) lo farà. Fuori dai confini della politica il messaggio del rinnovamento sembra abbia non abbia fatto breccia. Ieri il Consiglio di Banca Intesa ha fatto sapere di prendere in seria considerazione l’ipotesi di anticipare il rinnovo di tutte le cariche, per evitare di far coincidere questa delicata operazione con le elezioni politiche di aprile. Il che è già un segnale: le nostre banche, privatizzate con grande clamore mediatico, sono in realtà sempre dipendenti dal Palazzo al quale sono legate a doppio filo. Comunque, se questo anticipo ci sarà, in pole position per guidare anche in futuro la banca è sempre lui, Giovanni Bazoli, 80 anni il 18 dicembre prossimo, a capo di quella banca da quando è nata.

 

A Roma più easy. L’Antitrust ha deciso di assegnare alla compagnia low cost inglese Easyjet sette slot per i voli fra Milano e Roma, tratta molto remunerativa finora servita in regime di assoluto monopolio da Alitalia. C’è da sperare che molto presto arriveranno tariffe più basse, come sempre succede quando un settore si apre alla concorrenza. Se non succederà, allora tutta l’operazione si rivelerà inutile, una foglia di fico per mascherare con l’altisonante termine “liberalizzazione” un volgarissimo cartello di cui nessuno (a partire dai viaggiatori) sentiva la necessità.

 



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