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IL CASO/ Lo Stato ci deve 90 miliardi, intanto Equitalia "strozza" gli italiani

Pubblicazione:sabato 27 ottobre 2012

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In realtà, l'azione di Alberto Goffi è stata ripresa dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha dichiarato: “La parentesi di Equitalia deve finire. Equitalia non ha funzionato come doveva. Penso sia un fallimento e un segno delle evidenti difficoltà del sistema della Agenzia delle Entrate. E' un settore dove c'è molto da rottamare”. Ma anche i giovani di Confindustria, riuniti per l'appuntamento di Capri, attraverso il loro leader, Jacopo Morelli, hanno ricordato polemicamente il peso della pressione fiscale: “Perdiamo duemila occupati al giorno. Il peso della pressione fiscale è cresciuto così tanto da diventare una confisca. La pressione fiscale nel 2012 toccherà il 45% del Pil, l'onere sulle imprese supererà il 68%”.

Lei, avocato Goffi, aveva previsto queste storture, queste difficoltà? “Un sistema di riscossione concepito in questo modo non fa che danneggiare le imprese, i piccoli imprenditori, gli artigiani, le famiglie. Anche se in questi ultimi tempi hanno cercato di alleggerire alcune misure, non c'è dubbio che c'è un bubbone, una questione che si deve risolvere. Ma in quale Stato è concepibile che se lei lavora per la Pubblica amministrazione deve tener conto, quando la pagano, di 180 giorni di tempo e invece per la riscossione dei tributi, lei magari si trova con “ganasce”, pignoramenti, sequestri o con stipendio o pensione decurtata direttamente in banca?”.

 

(Gianluigi Da Rold)



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