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FINANZA/ Pelanda: dall'Inghilterra la ricetta per un nuovo "miracolo italiano"

David Cameron e Mario Monti (Infophoto) David Cameron e Mario Monti (Infophoto)

Tale caso fa riflettere su quali siano le scelte politiche più utili per uscire dalla crisi. Ma prima di farlo dovremo superare tempeste con potenziale destabilizzante attese tra fine anno e primi mesi del 2013. Il mercato è in una situazione di attesa e se non vedrà l’intervento illimitato della Bce a garanzia dei debiti europei a rischio ricomincerà a scommettere contro l’euro: momento critico tra febbraio e marzo, la Spagna il possibile caso di innesco. A marzo, inoltre, vi sarà il picco di effetti recessivi in Italia, proprio in fase elettorale.

Prima di allora l’America dovrà fare una manovra difficilissima di rientro dal debito che, se non ben calibrata, potrebbe innescare una recessione interna poi causa di un peggioramento di quella globale. Solo dopo aver passato indenni queste tempeste vi potrà essere una stabilizzazione seguita dall’inversione della crisi. Ma la luce all’orizzonte c’è.

 

www.carlopelanda.com

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COMMENTI
30/10/2012 - Luci e traveggole (Vittorio Cionini)

Forse sarebbe il caso di abbandonare questa immagine illusoria di luci in fondo al tunnel oppure all'orizzonte et similia. L'articolo di Pelanda dice con chiarezza e obiettività che se.... e se.... per diversi anni saremo in recessione. Quanti saranno questi anni e quanto profonda sarà la recessione nessuno è in grado di prevederlo, tantomeno i cosidetti esperti. Troppi fattori locali e globali sono in gioco tra cui instabilità sociale, disordini e guerre già in corso e dagli esiti unpredictable (un po' di inglese fa fino). Basta solo pensare alla incidenza che può avere l'uragano Sandy sulle elezioni politiche americane. Chiedere lumi sulla evoluzione degli eventi è una ingenuità e dare indicazioni è una grave imprudenza, sopratutto da parte di persone "credibili" come il nostro presidente del consiglio. Preghiere, corni rossi e altre magìe sono l'unico serio suggerimento che a mio avviso si può dare in questi frangenti.

 
29/10/2012 - modello di sviluppo italiano ed inglese (antonio petrina)

Egr. prof., plaudiamo alle analisi comparate e vorremo capire se la tesi di entrambe le ricerche sia la seguente: se l'Italia ha fondamentali che in UK mancano ( basso indebitamento privato, avanzo primario,ecc.), allora la contrazione del Pil potrà essere superata con un sistema finanziario stabile che in buona sostanza vuol dire crescita sostenibile che il governo, presente e futuro, come quello inglese, incentiverà con meno tasse e meno spese improduttive, permettendo così al motore dello sviluppo di farlo ripartire, al riparo del muro antispread della Bce?