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Economia e Finanza

BANCHE/ Zanetti (Assopopolari): dall’Antitrust un attacco incomprensibile

Attraverso il suo presidente, Emilio Zanetti, l’associazione nazionale fra le banche popolari replica a quanto l’Antitrust ha scritto nella sua segnalazione a Governo e Parlamento

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Assopopolari, l’associazione nazionale fra le banche popolari, non ci sta. E il suo Presidente, Emilio Zanetti, replica immediatamente all’Antitrust. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha infatti inviato ieri a Governo e Parlamento la sua segnalazione che fotografa lo stato dell’arte dei singoli mercati: le riforme fatte, le norme ancora da attuare, le ulteriori modifiche necessarie. Tutto in vista della legge annuale sulla concorrenza. Tra i settori esaminati c’è anche quello bancario e assicurativo e al paragrafo “cosa resta da fare”, l’Antitrust mette nel mirino la governance e la struttura delle banche popolari quotate, scrivendo: “Le banche popolari quotate appiano sempre più operatori di dimensione nazionale articolati in complessi gruppi societari con al vertice la banca popolare/holding finanziaria che controlla numerose società per azioni e beneficia degli utili delle controllate. Il perseguimento dello scopo degli utili appare prevalente rispetto allo spirito mutualistico. Inoltre, la disciplina legale agevola assetti societari che favoriscono la gestione, di fatto, da parte di un ristretto numero di soci che sostanzialmente controlla la holding popolare, senza però rappresentare in alcun modo la maggioranza del capitale sociale”. Secondo l’Antitrust, inoltre, “il regime legale delle banche popolari, ci si riferisce in particolare alle quotate, consente” “assetti societari che ne limitano la contendibilità senza che sia garantito il rispetto dello spirito mutualistico.

Da tutto ciò “appare necessaria una riforma normativa, con specifico riferimento alle banche popolari quotate, che le renda sempre più assimilabili alle società per azioni come nei fatti già sono. Si potrebbe quindi ipotizzare l’eliminazione della clausola di gradimento nonché l’abolizione del limite all’uso delle deleghe. Infine, sarebbe necessario una maggiore simmetria tra partecipazione alla vita sociale e quote di capitale detenute attraverso un ripensamento del voto per testa e dei limiti alla partecipazione azionaria”.

Affermazioni che per Zanetti “risultano incomprensibili” e “che immotivatamente colpiscono e penalizzano le Banche Popolari cooperative italiane, proponendo delle linee di riforma che ne snaturerebbero la peculiare disciplina”.