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IL CASO/ Quel "ricatto" che ha portato Monti al governo

Un ulteriore tassello delle vicende che hanno portato al governo Monti circa undici mesi fa, commenta GIOVANNI PASSALI, è andato a posto. Vediamo di che si tratta

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Un ulteriore tassello delle vicende che hanno portato al governo Monti circa undici mesi fa, è andato a posto. Oggi abbiamo la dichiarazione di prima mano di un testimone diretto di quegli avvenimenti. Si tratta del senatore della Lega Nord Massimo Garavaglia. Un video, disponibile su internet, e relativo a un suo intervento in un convegno il 21 settembre scorso, contiene dei passaggi molto interessanti. Ma cerchiamo di mettere le cose in ordine, ricapitolando gli avvenimenti.

Un anno fa il governo Berlusconi era in fibrillazione. Si parlava di una lettera della Bce che in qualche modo "prescriveva" i contenuti della finanziaria, che era in fase di approvazione. Nonostante questo lo spread intorno ai primi di novembre era tornato altissimo. Berlusconi quindi decideva di fare un passo indietro e annunciava le proprie dimissioni non appena il parlamento avesse approvato la finanziaria.

Le voci sulle dimissioni di Berlusconi e sul prossimo incarico a Mario Monti giravano da qualche tempo. E qualcuno ipotizzava un ricatto nei confronti delle istituzioni italiane. Sembrava la solita ipotesi complottista, non suffragata da elementi concreti. La testimonianza diretta di questo vero e proprio ricatto viene da una conferenza pubblica del senatore Massimo Garavaglia, uno dei componenti della Commissione Bilancio del Senato.

Questo il racconto del senatore: “Monti viene fatto senatore a vita il 9 novembre. Il 10 siamo in commissione Bilancio a chiudere la finanziaria (la manovra dopo l'approvazione della quale Berlusconi aveva già annunciato le sue dimissioni); in quello stesso giorno siamo interrogati dagli ispettori della Bce e di Bruxelles, perché eravamo sotto inchiesta. Ci fanno tutto un bel interrogatorio e alla fine l'ultima domanda è: ma voi sosterrete il governo Monti? Risposta: mah, vedremo, c'è un governo in carica, se cade, vedremo chi verrà nominato e decideremo. No, no, verrà fatto il governo Monti, voi lo sosterrete? Al che ti girano un po' i santissimi, gli dico no, non funziona così, noi siamo stati eletti con una maggioranza, se la maggioranza non sta più in piedi, si va e si vota e il popolo decide chi governa. No, no, non ci siamo capiti. Se voi non sostenete il governo Monti, noi non compriamo i vostri titoli per due mesi e voi andate in fallimento. Questo è giovedì 10 novembre, noi venerdì chiudiamo la finanziaria al Senato, poi va alla Camera. Lunedì viene incaricato Monti, martedì è premier. Questo discorsetto è stato fatto a noi, ma evidentemente è stato fatto anche ai leader politici. Tant'è che all'inizio anche Di Pietro era di sostegno a Monti perché c'aveva creduto anche lui a questo ricatto dello spread”. Lo stesso senatore ricorda come in quei giorni nessuno comprava i titoli italiani e lo spread era alle stelle, poi nominato Monti ripresero gli acquisti e lo spread iniziò a scendere.


COMMENTI
03/10/2012 - concordo (francesco taddei)

sono molto d'accordo con le conclusioni dell'autore e alle sue domande rispondo: non c'è in italia un partito che abbia una visione di comunità e sovranità nazionale. occorre cominciare a costruirlo. ex novo.

 
03/10/2012 - Garavaglia teste attendibile (come Carobbio) (Giuseppe Crippa)

Personalmente non credo a questa rivelazione che il leghista Garavaglia riserva dopo quasi un anno ai convegnisti di un paesino della Val di Susa e non ai suoi dirigenti a tempo debito. Come mai la Lega non ha sollevato il caso a suo tempo? Come mai nessun altro membro della commissione bilancio ha mai parlato di queste presunte pressioni?

 
03/10/2012 - Perché siamo ricattabili? (agostino nonini)

A parte che la storia si scrive e si riscrive (ancora oggi si discute se nerone abbia o no icendiato Roma) la storia del ricatto mi sembra credibile e bruttissima. Però il senatore Garavaglia come spiega che il governo Berlusconi-Bossi-Tremonti fosse così ricattabile?