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FINANZA/ 1. Forte: così la Germania ci "salverà" dalla speculazione

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Mario Monti e Angela Merkel (Infophoto)  Mario Monti e Angela Merkel (Infophoto)

La Spagna ha enormi problemi di squilibri di bilancio derivanti dalla forza delle sue autonomie regionali e dall’impossibilità per il governo centrale di controllarne i bilanci. Un problema che coincide con il mancato controllo delle banche territoriali, le stesse da cui si è originata l’attuale situazione. Si capiscono le dimensioni della questione se si tiene conto del fortissimo regionalismo del Paese, costituito, in certi casi, da lingue ed etnie differenti.

 

Detto questo, crede che una volta ottenenti gli aiuti, gli occhi dei mercati internazionali si sposteranno sull’Italia?

 

Non credo proprio. Lo scenario avrebbe luogo se la situazione spagnola passasse in secondo piano. Ma non sarà così. D’altro canto, i trader internazionali speculano sull’euro per guadagnare dei differenziali; operando sulle vendite al ribasso (o, in certi casi, al rialzo) dei titoli di Stato o sui cambi di valuta; non potendo più guadagnare dalla Grecia, sono passati a Portogallo e Spagna; quando anche questi paesi saranno prosciugati, passeranno all’Italia. Ma, finché nella Penisola iberica non ci sarà alcuna svolta significativa - e con gli interventi che si prospettano, non ci sarà -, e finché la Spagna non avrà fatto la fine della Grecia, non vedo perché dovrebbero cambiare obiettivo.

 

In ogni caso,  l’Italia potrebbe, come ha suggerito Squinzi, chiedere gli aiuti prima ancora di averne effettivamente bisogno, firmando condizioni scritte dallo stesso governo italiano?

 

Se l’Italia chiedesse gli aiuti finirebbe immediatamente nell’occhio della speculazione. Sui mercati internazionali, infatti, vige la preoccupazione che i bilanci italiani non si consolidino. Impressione che si rafforzerebbe nell’ipotesi avanzata da Squinzi. Oltretutto, per Monti, si tratterebbe di un suicidio. Chiedere gli aiuti alla fine del suo mandato, significherebbe ammettere il suo totale fallimento.  

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
04/10/2012 - Aizzare la speculazione (Leonardo Baggiani)

La mia opionione, espressa anche in articoli su queste pagine, è che effettivamente questi strumenti di aiuto siano in realtà stimoli a speculare confindando nel "prezzo garantito" dagli interventi centrali, quindi non contrasto certe conclusioni di Forte. Però non posso far a meno di notare come la stragrande maggioranza dei commentatori abbia richiesto e plaudito questi strumenti salva-Stati o salva-spread, che con la loro sola presenza avrebbero placato la speculazione, e come ora la prospettiva di utilizzarli venga vista come stimolo proprio alla speculazione. Mi pare il tutto molto... schizofrenico.