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FINANZA/ 1. Forte: così la Germania ci "salverà" dalla speculazione

Pubblicazione:giovedì 4 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 4 ottobre 2012, 8.33

Mario Monti e Angela Merkel (Infophoto) Mario Monti e Angela Merkel (Infophoto)

Che la Spagna chieda gli aiuti nel weekend oppure no, come Rajoy si ostina a proclamare (non dimentichiamo, però, che negò pure ostinatamente per settimane di averne bisogno), è ormai una piccola formalità. Ciò che conta è che li chiederà. A novembre, pare. Quaranta o cinquanta miliardi cash per salvare il Paese dal tracollo. A circa 59 miliardi, infatti, ammonterebbe il buco delle banche nazionalizzate, prodotto da crediti divenuti inesigibili. Comunque vada, gli occhi degli osservatori internazionali sono puntati sulla Spagna. La tensione è alta soprattutto in Italia. Si teme che, dopo che la Spagna avrà ottenuto l’accesso ai fondi, saremo i prossimi. Ma anche no. Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, ci spiega perché, per meriti altrui, potremo stare tranquilli ancora per un bel po’.  

 

Cosa accadrà, concretamente, quando la Spagna chiederà gli aiuti? 

 

Anzitutto, il nuovo meccanismo, che entrerebbe in funzione per la prima volta, dovrebbe comportare, inizialmente, una richiesta al Fondo salva-stati e, in seguito, eventualmente, l’intervento della Bce, contestualmente all’imposizione di una serie di condizioni. Par di capire che, nel caso specifico, non ci sarebbe una richiesta di modifiche alle politiche di bilancio spagnole, stabilite in sede europea attraverso un lavoro interlocutorio e negoziale con la Commissione, ma, con ogni probabilità, di riforme strutturali. E, in particolare, di provvedimenti in ordine al mercato del lavoro, ad alcune liberalizzazioni e al sistema bancario.

 

A quel punto, la Spagna sarà salva?

 

Se gli interventi dell’Esm e quello della Bce fossero realamente significativi, la situazione potrebbe volgere al meglio; tuttavia, in che misura la Germania lo consentirà? E, laddove si presentasse la necessità di acquistare non solo titoli di stato a breve termine sul mercato secondario, ma anche di medio-lungo termine, e all’emissione, la Germania si metterebbe di traverso o no? La questione fondamentale, quindi, risiede nella volontà o meno dei tedeschi di consentire che la Bce utilizzi tutti i mezzi a disposizione per salvare il Paese. Si frappone, inoltre, al salvataggio un ulteriore elemento, connaturato alla stessa struttura delle istituzioni spagnole.

 

Quale?


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COMMENTI
04/10/2012 - Aizzare la speculazione (Leonardo Baggiani)

La mia opionione, espressa anche in articoli su queste pagine, è che effettivamente questi strumenti di aiuto siano in realtà stimoli a speculare confindando nel "prezzo garantito" dagli interventi centrali, quindi non contrasto certe conclusioni di Forte. Però non posso far a meno di notare come la stragrande maggioranza dei commentatori abbia richiesto e plaudito questi strumenti salva-Stati o salva-spread, che con la loro sola presenza avrebbero placato la speculazione, e come ora la prospettiva di utilizzarli venga vista come stimolo proprio alla speculazione. Mi pare il tutto molto... schizofrenico.