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FINANZA/ 2. Francia, Grecia e petrolio: le verità portate a galla dai numeri

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Francois Hollande (Infophoto)  Francois Hollande (Infophoto)

La mattina del 30 giugno, l’azienda chiese conto a Perkins del perché avesse comprato 7 milioni di barili nottetempo e il broker, candidamente, cosa rispose? Che non si ricordava di quella transazione e che doveva averla compiuta durante un blackout alcolico. Insomma, era sbronzo marcio! Non essendo stato autorizzato da nessun cliente, quell’acquisto costò alla PVM quasi 10 milioni di dollari, visto che tra l’1:22 e le 3:41 del mattino del 30 giugno 2009, il buon Perkins acquisto gradualmente il 69% del mercato globale, portando il prezzo del barile da 71,40 dollari a 73,05. Alle 6,30 del mattino, ripresosi dalla sbronza e resosi conto di cosa aveva fatto, scrisse una mail nella quale diceva che non sarebbe andato al lavoro a causa di un parente malato. Il signor Perkins, però, subì un’indagine interna e una volta ammesso il suo problema con l’alcol fu multato per 72mila dollari e la sua licenza di trading fu revocata per cinque anni. Ma la FSA cosa fece?

Conclusa la sua indagine, sentenziò argutamente che «Mr. Perkins pone un estremo rischio ai mercati quando è ubriaco», ma che se si fosse disintossicato dalla sua dipendenza, dopo il periodo di revoca sarebbe potuto tornare a fare trading. Lo sapevate? Qualcuno vi aveva detto che il mercato globale dei futures petroliferi aveva vissuto uno scossone degno dell’attacco israeliano all’Iran per il fatto che un broker alzava troppo il gomito e si lanciava in trading alcolici notturni? No, immagino. L’informazione, cari lettori, siete voi e la vostra curiosità: non spegnete mai la testa, altrimenti farete il loro gioco.



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