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FINMECCANICA/ Il Governo Monti e l'asino di Totò

Ma il governo Monti non doveva ricominciare con le privatizzazioni? E se sì, perché non vuol permettere a Finmeccanica di vendere Ansaldo Energia ai tedeschi? Ne parla SERGIO LUCIANO

Il logo di Finmeccanica (Infophoto) Il logo di Finmeccanica (Infophoto)

Ma il governo Monti non doveva ricominciare con le privatizzazioni? E se sì, perché non vuol permettere alla Finmeccanica di vendere ai tedeschi della Siemens la propria controllata Ansaldo Energia? E chissenefrega, si potrebbe rispondere: in fondo, che vada ai tedeschi o resti in mani italiane, è comunque un’azienda che sa difendere il proprio valore (non è che la Siemens pensi di comprarla per chiuderla!) e non rappresenta più di tanto nel mondo il valore del “sapere” italiano. Sarebbe ben peggio se in ballo ci fosse, ad esempio, la Ferrari…

Eppure, c’è qualcosa che lascia perplessi, in questo balletto. Si sa che la Finmeccanica, holding di controllo cui fa capo l’Ansaldo, deve fare cura dimagrante. La ragione? Non ha in pancia le risorse finanziarie necessarie a “sostenere la crescita” di tutte le controllate e vuole concentrarsi sui settori “core-business”: l’avionica, tra elicotteri e sistemi di volo; gli armamenti; alcune altri business migliori. Ma ritiene di non potersi permettere il necessario “accudimento” per far crescere sulle loro gambe appunto l’Ansaldo Energia e la “cugina” Ansaldo Sts.

Candidato naturale a un’acquisizione: la Siemens, leader mondiale nel settore delle attrezzature per le centrali energetiche di tutti i generi e di tutte le tecnologie. La Finmeccanica fa sapere al governo che è lì lì per vendere, ed ecco spuntare il Fondo strategico italiano, interessato a fare un’offerta. Il Fondo, si sa, è un’emanazione della Cassa, è stato affidato alla gestione di un provetto banchiere d’affari come Maurizio Tavagnini, ex Merrill Lynch, e non ha ancora effettuato investimenti, pur avendone esaminati tanti. Ieri, interpellato alle agenzie di stampa, il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha detto che “se la Cassa depositi e prestiti ha individuato nella sua autonomia Ansaldo energia come una delle possibili aziende dove può essere costituito un interesse privato italiano certamente penso che sia utile”.

E qui casca l’asino, avrebbe detto Totò: in quel passaggio riferito alla “sua autonomia”. Ma perché mai la Cassa, che gestisce soldi pubblici, soldi - in definitiva - di noi contribuenti, dovrebbe avere una “sua autonomia” nel decidere se attorno all’Ansaldo Energia può essere costituito un “interesse privato italiano”? Chi ha eletto i vertici della Cassa? Perché la politica industriale del Paese, o quel che ne resta, dovrebbe essere demandata a loro? Non valga la risposta: “Perché sono più bravi dei politici”, perché sia Franco Bassanini, presidente, che Giovanni Gorno Tempini, amministratore delegato, sono effettivamente bravissimi, molto più di tanti predecessori alla Cassa e in altre istituzioni economiche pubbliche, ma non sono stati eletti dal popolo, non rispondono agli elettori del loro agire, e hanno un altissimo grado di discrezionalità…


COMMENTI
04/10/2012 - Perchè Siemens dovrebbe voler comprare l'Ansaldo? (Moeller Martin)

Ma perchè mai la Siemens dovrebbe voler comprare la Ansaldo? Come lo stesso autore riconosce, sono già leader nel settore, quindi a cosa gli serve l'Ansaldo? Possiede una tecnologia straordinaria? No. Opera su mercati nuovi ai quali finora Siemens non ha potuto accedere? No. Produce e sviluppa con particolare efficenza? No. L'interesse di Siemens per Ansaldo è una grande menzogna al pari di quello della Volkswagen per l'Alfa e serve solo per i giochi di potere interni.