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FINANZA/ Gentili: il "buco" di Draghi lascia in crisi l’Italia

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Non mi pare che i dati paventino grandi fiammate inflazionistiche. Non si possano ravvisare, quindi, le condizioni per allarmarci circa il tradimento del nocciolo duro del mandato della Bce, che consiste nel vigilare e preservare la stabilità dei prezzi.

 

Tutte queste operazioni servono, in sintesi, per mettere una pezza allo spread e per placare la tempesta finanziaria. Non crede che non sia stato adeguatamente sottolineato come tutto ciò rappresenti solo la risoluzione di una parte del problema?

 

Sicuramente. La Bce ha messo in campo tutte le misure che poteva per rallentare la morsa speculativa. In ogni caso, anche nell’ipotesi in cui lo scudo venga effettivamente attivato, rappresenterebbe una modalità per prendere tempo. L’altra faccia della crisi, infatti, consiste nei problemi dell’economia reale. E le prospettive dell’Eurozona, a oggi, sono di decrescita. Per non parlare di quelle dell’Italia. Da questo punto di vista, non possiamo fare altro che registrare come il governo, a oggi, sia intervenuto quasi esclusivamente  con aggravi fiscali che hanno inasprito la stretta recessiva. Un minimo di speranza viene dalle parole di Monti di ieri. Quando, per la prima volta dall’inizio del suo mandato, ha detto che le tasse potrebbero anche essere abbassate entro il 2013. 

 

(Paolo Nessi)



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